Recensioni

5.5

Dopo il buon esordio del 2010 con Polyamour (sempre su InFiné) torna Clara Moto, voce synth-pop femminile del roster dell’etichetta di Lione. Blue Distance rielabora le coordinate che hanno caratterizzato il suono tech-pop della cantante, e aggiunge al già sentito un’instabile compromesso fra Everything But The Girl e ambient Novanta. Del gruppo di Tracey Thorn ritroviamo la compostezza negli arrangiamenti e nella produzione, dell’ambient invece apprezziamo i tappetini trompe l’oreille che corredano qui e là il disco (I Saw Your Love, My Double Edged Sword, Holy). 

Più che un avvicinamento alle mutazioni della techno mitteleuropea, il viaggio estetico guarda quindi al passato, con compressioni e insonorizzazioni che hanno poco a che vedere con il post-dubstep e che si rifanno principalmente ad un modo di costruire la canzone mainstream, infarcito di idee già abbondantemente esplorate nei Novanta (trip-pop, art rock e synth da cameretta) e nel già citato esordio. 

La Moto cerca di fare l’adulta puntando sulla malinconia e su tempi in battuta bassa, ma dovrebbe invece calcare la mano sul ritmo e sulle atmosfere da dancefloor. È infatti lì che dà il suo meglio: il buon pompaggio tech di Hedonic Treadmill e il minimalismo di Placid Kindness sono infatti i due punti più alti del disco. La proposta non è male, ma ci piacerebbe molto di più se lasciasse da parte mal vissuti momenti intimisti. 

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette