Recensioni

Bassista dei Tame Impala e fondatore dei Pond, Cameron Avery debutta col suo album solista Ripe Dreams, Pipe Dreams. Il disco nasce dalla sensazione di voler avere qualcuno accanto da poter amare, ragion per cui le dieci canzoni che Arvey ha scelto per il suo esordio personale sono estremamente confidenziali e intime. Il sound, fortemente influenzato da Dean Martin, Frank Sinatra, Elvis Presley e Etta James, fa leva su un’interpretazione vocale da crooner, arricchita, di volta in volta, da pennellate folk (A Time And Place e Do You Know Me By Heart?) e sguardi pop rivolti al passato (Wasted On Fidelity, Dance With Me).
Avery si dimostra un cantante affascinante, con un bel timbro e varie tipologie di espressioni vocali da mostrare a piacimento, che in questo disco gli permettono di prendere una certa distanza dai suoi altri progetti musicali, per svelare paure e dubbi del proprio animo con schiettezza e sincerità. Non mancano momenti imprevedibili, come la virata Beatles-style in The Cry Of Captain Hollywood o il rock acido di Watch Me Take It Away, in un Ripe Dreams, Pipe Dreams che si dimostra comunque un album intrigante, con canzoni credibili e un Cameron Avery disposto a mettersi in gioco senza rifugiarsi nei porti sicuri del sound che lo ha reso famoso.
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