Recensioni

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Galeotto fu il disco dei Karkhana, For Seun Matta, e galeotto fu Matt Bordin della Squadra Omega e titolare dell’Outside Inside, studio di Montebelluna che si sta ritagliando uno spazio notevolissimo nel panorama (non solo) sperimentale mondiale. Perché lì, durante le registrazioni di quello che fu uno dei dischi più belli dell’anno appena trascorso, stampato non a caso da un’altra grossa realtà di casa nostra com’è la Holidays Records, due settimi di quella splendida formazione, i libanesi Sharif Sehnaoui e Tony Elieh, rispettivamente chitarra e basso, incontrano Davide Zolli, uso a far da metronomo ritmico proprio per la Squadra Omega e, un tempo, per i Mojomatics. E fatto un breve giro live per l’Italia i tre si chiudono in studio e in un solo giorno di fremente attività improvvisata sfornano 45 minuti di furibonde e rumorose incursioni in una landa free-rock virata noise, dall’incedere krauto e dall’afflato psichedelico, se per psichedelico si intende reiterazione e circolarità tendenti all’ipnotico.

L’aria da jam pervade tutte e quattro le tracce, dall’opener FTC, 10 minuti scarsi di ritmo fisso che si fa catatonia di larsen in libertà e fa risalire tutta la paranoia della New York di fine ’80, alla conclusiva Another One Of Those Very Long Go, una sospensione dell’incredulità tra visioni psych e sfilacciamenti avant/free-rock tenuti insieme dal metronomo della Squadra Omega, ma è proprio questa l’essenza del tutto: quella libertà compositiva che lo one shot può permettere, senza focalizzarsi o fossilizzarsi troppo su questo o quello, quanto lanciarsi in improvvisazioni organizzate che aprano il terzo occhio. Metteteci poi pure un carrarmato psych-rock com’è Too Young To Rock’n’roll e uno sfattume generalizzato che è kraut-funk in sostanza, ma che in realtà è una dispersione di suoni in totale libertà (i dieci minuti di Al’Il) e avrete un ottimo lavoro, per quanto estemporaneo.

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