Recensioni

Visioni come suggestioni sonore, che raccontano viaggi compiuti da fermo e navigazioni verso lande sconosciute (Giovanni Caboto è lo scopritoref dell’America settentrionale), usando un linguaggio che lascia ampia libertà all’ascoltatore.
Per il secondo disco il gruppo bolognese si è allargato a sestetto grazie all’ingresso di Alessio Crotti (sax alto, soprano e rumori) che assieme a Nazim Comunale al piano elettrico dà prova di grande bravura senza eccedere in noiosi solismi.
La musica dei Caboto è un jazz-rock (il brano più rappresentativo in tal senso è Pharoah, music from another room) che riesce a fondere l’ambient con certi passaggi canterburiani, mentre Did you get visuals? è consigliabile a chi ha amato i primi Tortoise: ci si può vedere la stessa attitudine all’uso di sonorità elettroniche e strumentazione classica con un occhio al passato, uno sguardo che lambisce il jazz di Sanders e raggiunge il progressive italico, memore della lezione dei King Crimson, padrini di tante band “post” di oggi.
Difficile mantenere un così delicato equilibrio? La risposta nella prossima prova; intanto i Caboto hanno messo a disposizione sul sito www.bluebaobab.net gli mp3 di alcune session a nome Freeboto, indizio dell’esplorazione di un terreno ancora più free.
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