Recensioni

5.8

Davide Rastelli ha raccolto questa dozzina di tracce in otto anni in giro a fare musica, lo avevamo quasi perso dall’ultima uscita a nome Mr. Brace nel 2006. A somma zero, difficile distinguere fra quel progetto, probabilmente già transeunte all’epoca, e l’attuale perchè, col rispetto che si deve a tanto tempo trascorso, Puledri nello stomaco, edito per Garrincha, non si scosta poi così tanto dal passato: rock-pop parecchio serrato, voce declinata seguendo desinenze binarie anche se non così povera di argomenti. Ad esempio il terzo brano, Buongiorno, si spinge su un cantautorato post-diaristico e Casa vuota prova ad indagare il senso di isolamento e ristoro perduto con inclinazione esotica. Caffè e Lattaio sostengono ansietà da spazi vuoti, ottenendo discreti risultati in sdentato pub-rock. Probabilmente il Nostro vuole avvicinarsi alla poetica alt-rivierasca (Granturismo) con brani come Piedini, Nausea e Bio, purtroppo però il nesso e non solo (contributi di Matteo Costa, Lo Stato Sociale, Enrico Farnedi, Chewingum) rimane con una bile che magari avrà pure sconfinato di provincia, ma resta embrionalmente adolescenziale. C’è di buono che nei brani in evidenza la scrittura è intima e poco scialba. Solo questo segna, ora come ora, un punto a favore di Brace.

 

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