Recensioni

Hell ritorna a mixare. Questa volta per la prestigiosa Get Physical che ha già visto passare per la collana Body Language nomi del calibro di Jesse Rose, Dixon, Junior Boys e M.A.N.D.Y.. Il guru capocchia dell’International Deejay Gigolo plana su un decadentismo che ingloba stili disparati e completamente “fuori moda” confezionando un prodotto 100% New York con tonnellate di mastodonti (David Sylvian, Depeche Mode, Schulze e Bowie con il culto This Is Not America), paraculate (vedi il Balanescu Quartet che rifà i Kraftwerk di The Robot) e colpacci (il picco è la Detroit di Carl Craig che rifà Nairobi di Kirk Degiorgio)
DJ Hell non ha niente da ostentare, né vuole farsi bello con il make up delle star. Hell è già star. E se ne frega. L’house in fin dei conti è anima, il soul con quel tocco di futuro. La decadenza è il suo lato B e lui lo sa meglio di tutti noi. Massimo rispetto.
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