Recensioni

Dopo le tumultuose nottate, risvegli altrettando impetuosi, ferma restando la lucidità di chi tiene ben salda la barra della canzone che sboccia robusta tra le ruggini e le vampe. Insomma, neanche un anno è passato dall’opera terza Too Many Late Nights, che il qui presente Early Morning Dyslexia arriva sotto forma di EP a confermarci quanto poco Nick Drake sia rimasto nel DNA espressivo di Fabio Parrinello, a parte la ragione sociale s’intende.
Cinque pezzi all’insegna di boogie torrido distorto wave iniettato di lirismo sanguigno, vedi la graffiante Runaway Girl, la febbrile Baby Lee e la tosta I To The Sky, episodi che impastano molecole Jack White, Joseph Arthur e qualcosa dei Depeche Mode più roventi. Con Stone Cold si fa strada un dolciastro insidioso abbandono che non rinuncia comunque a deflagrare noise, mentre la conclusiva Once In A Lifetime finalmente placa la furia cullando una decadenza agrodolce dalla neanche troppo vaga discendenza Berlin.
Una buona prova che conferma la padronanza e l’ispirazione del siculo/lombardo, così come quel senso di mestiere che un po’ ne penalizza l’efficacia. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.
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