Recensioni

“Mi piace stare con le persone, ma mi stanco facilmente. Di certo non riuscirei a buttarmi in un’altra band”. Si tratti o no di rinverdire la mitologia del songwriter solitario e incompreso di nickdrakeiana memoria, sembra di poter parlare, nel caso di Bill Ryder-Jones, di una personalità con il bisogno di particolari cautele. Troppi segnali parlano in questo senso: il ritorno nella casa dei genitori una volta conclusa l’esperienza con i Coral, l’affidarsi a una band costituita da amici d’infanzia (due provenienti dai By The Sea) per le registrazioni di questo disco, un titolo come A Bad Wind Blows In My Heart. Del resto, sensibilità e fragilità da sempre vanno di pari passo, se sei fortunato in parallelo con una certa virtù musicale. Quella che il Nostro ha saputo mettere in mostra un paio di anni fa in un If… orchestrale e ispirato al Calvino di Se una notte d’inverno un viaggiatore, un disco che chi vi parla non ha esitato a posizionare nelle zone alte della top ten 2011.
Il secondo lavoro a nome Bill Ryder-Jones cambia registro e sembra quasi riappropriarsi di un’immediatezza lasciata volutamente in disparte nel primo episodio. Quasi a dire che i conti col passato – nello specifico, una tradizione folk-pop di chiara matrice british presente, in qualche modo, anche nei Coral – si fanno una volta raggiunto un equilibrio stabile, magari con un po’ di coraggio in più. Anche perché andare oltre un disco strumentale come If… scrivendo testi (pare ispirati all’infanzia) e cantandoli, significa esporsi, un meccanismo a cui Jones sembra essersi avvicinato per gradi e con prudenza.
Il risultato è un suono classico, sia negli arrangiamenti (chitarra acustica, pianoforte, batteria, basso i principali contributi) che nei riferimenti (oltre al Nick Drake già citato, vengono in mente i Mojave 3 per il suono rotondo, caldo e ampio), su un cantato appena accennato. Brani come Hanging Song, There’s A World Between Us o He Took You In His Arms sommano atmosfere malinconiche ma pacificate, suoni tranquillizzanti, arrangiamenti impeccabili e classici, come se tutto fosse riconducibile a una naturalezza inevitabile nella scrittura.
Meno impressionante rispetto al predecessore, A Bad Wind Blows In My Heart rimane una piccola gemma di artigianato fortemente contestualizzata ma non per questo meno affascinante.
Amazon
