Recensioni

Da Guero a The Information, passando per i remix di Guerolito, cosa è rimasto del Beck storico? Tutto e niente, viene da dire. Il musicista rifà se stesso, con l’aiuto del solito Nigel Godrich, e laddove in Sea Change stupiva, una volta venuto meno l’effetto sorpresa quel che rimane oggi è un compendio, una sorta di “becktionary” che convince più del precedente episodio, ma non basta a far saltare sulla sedia.
E’ evidente, vedendolo dal vivo quest’anno, la voglia scanzonata di divertirsi e divertire, in un frullatore che mixa funk, soul, hip hop e tutto il meglio del suo repertorio, teatralmente reso in un happening che mostra il senso del suo essere artista totale. E’ difficile d’altra parte continuare a rimanere a certi livelli; il Beck odierno non può che pagare pegno a se stesso, autoreplicandosi in numerosi frammenti sonici, da Odelay (Elevator Music, No Complaints) a Mellow Gold, passando per l’hip hop più recente al funk rivisto e centrifugato (Cell’s Phone Dead), in salsa prince-iana (We Dance Alone), all’elettro-psych-pop della lunga suite finale (Horrible Fanfare/Landslide/Exoskeleton) e il risultato, nonostante la varietà, può dirsi abbastanza coeso, merito sicuramente anche del sig. Produttore.
In soldoni, The Information nulla aggiunge e nulla toglie a una carriera eclettica, che si vorrebbe ancora in evoluzione. Ma in fondo va bene anche così.
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