Recensioni

armaud (rigorosamente in minuscolo) è un trio nato originariamente da un progetto solista di Paola Fecarotta nel 2014 ad Amsterdam, all’esordio assoluto con questo How to Erase a Plot. Troverete all’interno del disco malinconia autunnale sussurrata e scarnificata, intimista e minimale, spoglia senza essere disadorna. Dream pop ridotto all’osso, con la chitarra, qualche percussione che più essenziale non si può e raffinati inserti elettronici che fanno capolino qua e là, per un sound che riesce ad essere paradossalmente molto curato e impreziosito da un’impronta genuinamente lo-fi allo stesso tempo.
Un curioso mix di Daughter e atmosfere lynchiane, con qualche vago tocco di sensibilità trip hop, per forza di cosa derivativo ma comunque capace di suonare con una personalità spiccata e tutta sua: dalle crepuscolari e delicatamente oniriche morbidezze di Him ai vaghi retaggi di ballabilità presenti in Ablaze, dagli acustici intarsi corali di Spoiler alla scheletrica ma soffice Common Prayer, fino alla sfrondata essenzialità chitarra acustica-voce della conclusiva May, tutto il disco è permeato da una fragilità e da una dolcezza mai banali o gratuite.
Potrebbe essere “solo” un disco (molto) buono, ma tra le basilari ed eleganti maglie sonore fanno un po’ troppo spesso capolino dettagli di una classe che sembra andare stretta a dischi solamente buoni: i dimessi arpeggi progressivamente affastellati fino al crescendo finale di Patterns, il frusciantesco e splendidamente semplice assolo di chitarra di BK, le improvvise deflagrazioni in odor di shoegaze di Song for Lovers e tanto altro ancora. Teniamola d’occhio.
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