Recensioni

Fog FM arriva nella discografia di Anthony Naples come il naturale proseguimento di un percorso orientato a una visione sempre meno scintillante e calorosa della house. Del resto, il producer newyorkense ha mostrato, fin dall’esordio Body Pill – pubblicato non a caso dalla Text Records di Four Tet – un approccio più intellettuale e meditativo ai quattro tempi della scuola di New York, ibridati con ambient, deep e IDM. Pochi mesi fa, Take Me With You confermava la velleità di puntare su sonorità più ambientali con tracce dal richiamo primi 90s.
Il discorso prosegue con questo nuovo lavoro, descritto in press release come una «trasmissione radiofonica house fuori da ogni luogo e tempo, filtrata da una luce fluorescente». In effetti, il flusso disposto da Naples è pensato per un clima di astrazione e meditazione in salsa new-age stile primo Carl Craig, atmosfere da prime luci dell’alba dove abbandonare serenamente pensieri e preoccupazioni. Una forma di elettronica che si ispira fortemente alle radici dell’elettronica dance britannica: la traccia di apertura, A.I.R, ne è un esempio chiaro con i suoi tappeti onirici e gli arpeggi psichedelici posati su dolce cassa dritta house. Troviamo i Boards of Canada, con tutti i loro paesaggi spettrali e evasivi, nell’interludio Channel 2, dove Naples si destreggia bene tra spazialità e timbri, mentre nella title-track e in Lucy’s spiccano i riferimenti al trattamento Basic Channel della house operato da Maurizio. Basterebbero queste tracce, e le rispettive descrizioni, per capire forme e contenuti del lavoro di Naples, che, in più di un’occasione, sembra aver voluto emulare i riferimenti presi in carico più che trarne ispirazione. E il lavoro di richiami e citazioni è evidente anche in cabina di produzione: nonostante i mix digitali, suoni, strumenti e tessiture sembrano arrivare direttamente dal “vecchio” mondo IDM.
Eppure, al di là del facile gioco retromaniaco, i brani di Fog FM svolgono il loro compito: Unhygenix rapisce e fa muovere leggermente le anche con i suoi archi evasivi e gli accenni di circuiteria, Purple Iris e Benefit possono funzionare sul dancefloor grazie a un buona padronanza delle manopole acide, Aftermath AM è l’ideale pezzo di apertura di un set all’alba. Naples avrebbe dovuto solo osare di più…
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