Recensioni

Sulle uscite dell’Andrew Weatherall abbiamo già associato ottime recensioni elogiando la capacità dell’ex Two Lone Swordsmen di virare il sound di quella ragione sociale verso un versatile dance mix a cavallo tra Novanta e fine Settanta. Ricordiamolo: nessuno come Weatherall riesce a animare un dancefloor a base di post-punk e House, ma qui parliamo di un vero esordio solista e c’è da esaltarsi di fronte a un format rinnovato (e oltre lo strobo).
A Pox On The Pioneers non è una riproposizione dei gruppi madre, anzi, è come sentire dei Tarwater ventenni, radiosi, urbani, eccitanti. E se è logico che una connessione ci sia sempre stata (la base Curtis-Morrison-iana) è comunque Berlino la ragione principale. La coolness filia direttamente dalla Capitale come pure quel decantare da vampiro romantico che all’uomo viene divinamente.
La traccia must? Privately Electrified ci troviamo un gospel in bassa battuta con chitarrina tropical. E’ la lezione indietronica insegnata ai ragazzi. Lo scappellotto ai Lippok e agli Schneider. Poi, chiaramente, nel disco – giù per la china eighties – c’è un bel po’ di ottantume wave e figuriamoci, Weatherall ingrassa i circuiti a dovere: prendiamo Selective Walking, giochetto da produttore scafato fatto di basso Two Lone (qui si), cavalcata Morricone e chitarra The Edge.
Cose base per un fuoriclasse che ha marchiato Screamadelia, ma nel disco c’è di più, sentite Built Back Higher: la scrittura c’è e spruzzata di luce presa in prestito da Everything That Happens Will Happen Today è davvero la mossa definitiva. Infine, Liar With Wings è per te, Patrick Wolf. Prendi appunti. C’è Weatherall in da vampire-gospel-house.
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