Recensioni

7.1

Alva Noto fa poker, quarta uscita discografica nel 2011. Questa volta nessuna collaborazione, l'artista tedesco si presenta da solo e riprende il discorso interrotto tre anni fa con Unitxt: si torna a parlare di linguaggio, non più da un punto di vista meramente processuale (ovvero come pattern, informazione, unità di misura) ma confrontandosi con l'idea di universalità e le diverse accezioni che ne possono derivare.

Neanche a dirlo l'universalità di Noto è ancora una volta immersa nel mondo alfanumerico e matematico. Il landscape è concetrato nel data-sound: dati trasferiti, rimodulati e irradiati che rimangono fonemi sonori del progetto. Univrs ha però un maggior grado di astrazione, l'attenzione si sposta dal testo alla composizione e di conseguenza il lavoro risulta più comunicativo e diretto, in definitiva più godibile. Lo scarto è sottile eppure reale: diminuisce l'asimmetria, si alzano i beat, e le tessiture tra l'estetica click & cuts e i pattern ritmici diventano più armoniose. E' un'altra lezioncina impartita dal maestro (Uni Deform, Uni Syc, Uni Rip).

Rimane solo da decidere come collocare l'accoppiata UnitxtUnivrs nella sua discografia. Dal punto di vista concettuale questa saga è probabilmente la meno stilmolate, arrivando leggermente fuori tempo massimo rispetto all'amico Ikeda con i suoi Datamatics. Di conseguenza come direbbe Barthes, c'è lo studium ma non il punctum, anche se lo stato di grazia di quest'anno resta abbondantemente confermato.

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