Recensioni

Ho seguito, al tempo, con vorace interesse le evoluzioni del progetto Il Pan del Diavolo con il loro folk-rock barricadero che, all’inizio dei Duemila, suonava come un piccolo asteroide arrivato sulla Terra per scompigliare le carte di una scena cantautorale in trasformazione.
Da quell’esperienza sono passati più di dieci anni ed un percorso che ha portato ALOSI a sperimentare nuove strade: quella di co-autore per artisti del panorama nostrano indipendente quali Motta e TARM, oltre che a vestire stabilmente i panni di produttore in studio.
Cose Molto Cattive (La Tempesta Dischi) è la sua terza prova solista e lo vede misurarsi con una scrittura che, nel frattempo, si mostra pronta ad accogliere input differenti e con puntate sempre più frequenti dalle parti di un pop non irresistibile (Le Fate con il feat. di Mimosa Campironi) o di tirate urban (Notti di Coppe) che suonano come avulse dal corpo-album.
La scintilla si riaccende, invece, nel folk-pop che si apre a soluzioni melodiche dylaniane di Chi Sei, negli umori Calexico del bolero Vagabundo e nella parentesi che rimanda a Il Pan Del Diavolo di FolckRockaBoom (Giochi di Lusso), album al tempo prodotto da Antonio Gramentieri (Sacri Cuori) che ritroviamo nelle intenzioni di Cose Molto Cattive, una ballad notturna tarata su un alcolico blues notturno dagli echi di frontiera, morbidi e seducenti.
In coda, le quote rock più sanguigne (ed interessanti) dell’album: Dal Tramonto all’Alba (Uomini in Nero) è una jam riuscita tra Dire Straits e Doors mentre la conclusiva Porta Dio è in odore di cantautorato rock di stampo 90’s. Tutti elementi che, da un lato, certificano le cristalline doti di autore di ALOSI, dall’altro rendono invece fumose le direttive/intenzioni dell’intero progetto.
Amazon
