Recensioni

7.1

Cosa sarebbe successo se i Buena Vista Social Club, dopo la scena in cui ridimensionano la storia americana commentando i pupazzetti di una vetrina di New York, avessero deciso di allungare il passo fino allo Studio 54 per una jam?

Qualcosa di simile a questo progetto nel quale il produttore Will Holland alias Quantic, trasferitosi in Colombia ormai da 5 anni, prosegue il discorso, sviluppato negli anni recenti, di ricerca dei punti di contatto tra la musica latino-americana, quella dei Caraibi, il dub, il funky e il soul: più Scorsese che Wenders/Ry Cooder, quindi, nell'esplorazione delle affinità tra le musiche popolari di blackness varia, condotto con la consapevolezza del produttore/ricercatore odierno (e non come i gruppi centroamericani degli anni '70 che copiavano il soul/r'n'b USA spolverandolo un po' dei loro ritmi).

Fondato dunque il Combo Bàrbaro con alcuni dei suoi recenti collaboratori, il nostro coinvolge l'amica soul singer bianca Alice Russell, con la quale aveva collaborato più volte nel decennio scorso, ed è lei a spostarsi a Cali (dove Holland vive dal 2007 e ha costruito il suo studio) portando con sé il suo fidato collaboratore Mike Simmonds (archi).

Ne risulta un mix vivace di dance floor ed euforia cumbia, dove i confini tra i vari generi si sentono sì ma si fondono con altrettanta naturalezza, come se cantare disco su ritmi mambo fosse la cosa più naturale del mondo, come se il rhythm'n'blues fosse nato a sud del Messico (vedi Road To Islay), come se Chicago fosse leggermente a sud di Cuba.

E dopo un inizio spumeggiante che prende vitalità da tutti i generi evocati, dopo una fase centrale di interludio (non solo Interlude ma anche la precedente Una Tarde En Mariquita, guidata come altre da un romantico violino) si riparte di grinta fino alla melanconia tra mambo, Morricone e i Calexico di Similau e il tango di I'd Cry (sì, c'è anche il tango) prima delle due reprise che chiudono la scaletta.

Per il produttore è una tappa felice – pur con qualche occasionale didascalismo – del percorso intrapreso da qualche tempo, per la cantante uno scrollarsi qualche incertezza del precedente Pot Of Gold distinguendosi dal gruppone retromaniaco nu-soul (vedi anche Adele e la compianta Winehouse) nel quale era emersa.

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