Recensioni

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La psichedelia non conosce confini. Dopo aver apprezzato le volute cosmiche provenienti dall’altra parte del globo, il Cile di Follakzoid, La Hell Gang e Holydrug Couple, non possiamo esimerci dal constatare come anche nella Vecchia Europa, fuori dall’asse anglosassone, persistano elementi psych che nulla hanno da invidiare a figli e nipoti della perfida Albione. È il caso dei già trattati Acid Baby Jesus da Atene, avvistati nel nostro spazio dedicato ai “formati minori” con il 7” Vegetable, anticipazione proprio di questo Selected Recordings. Titolo fuorviante, dato che farebbe pensare ad una sorta di compilation del meglio di, ma che invece si ricollega soltanto alle varie sessions di registrazione, lungo un paio di anni, che hanno portato al suo assemblaggio.

Le registrazioni selezionate dai cinque si materializzano in 11 tracce che manderanno in tilt chiunque ami indistintamente l’ombra lunga dei Velvet (l’opener Diogenes è più di una dichiarazione d’intenti nel suo riaccendere le luci dell’Exploding Plastic warholiano), le reiterazioni spacey di Spacemen 3 e filiazione tutta, gli effluvi psicotropi, orientaleggianti e da trip di certi krauti (il “viaggio” di Ayahuasca Blues (Unmanned Drone) e Night Of Pan), le derive sixties del neo-garage psichedelico pre- e soprattutto post-Nuggets (Who’s First e I’m Becoming A Man sono, volendo, due facce dello stesso “francobollo”). Le assonanze cromatiche coi compagni di ventura Sultan Bathery dicono di maturità di ascolti e capacità di sintesi, mentre le affinità col giro West Coast (Thee Oh Sees su tutti, ma anche i Crystal Stilts possono essere un riferimento) raccontano di songwriting calibrato e lasciano immaginare performance selvagge. La bislacca freakeria di fondo, che li porta a rileggere in modalità fuzz-drogato un “classico” africano dello Zamrock (Trouble Maker di Zebby Tembo) non può che renderceli ancora più simpatici. Promossi, ovvio.

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