Recensioni

6.8

In dodici anni di pubblicazioni la Bpitch Control di Ellen Allien ha spaziato in moltissimi campi dell’elettronica 90/00. Lo ha fatto senza porsi limitazioni tra dance e salotto, idm, electro e formato canzone. Su tutto pare dominare uno sguardo art techno, di musica come abbigliamento sonoro e tech-fashion tra minimal e groove asciutti. Poche sorprese: se la label ruota attorno alla dj, musicista, stilista e producer, l’etichetta fornisce l’export, assieme alla Kompakt, del suono berlinese di qualità.

Oltre a Ellen (il taglio deep old school di The Kiss), in Werkschau troviamo campioncini indietronici (Telefon Tel Aviv, the sky is black con Robin Guthrie) e persino dubstep (Marc Broom, Refund), alcuni nuove leve come i nostrani We Love, la cui techno elfica è piaciuta molto (Harmony Of The Spheres), Coma con feat Dillon (la fiabesca track in odor di Cocorosie Aiming For Destruction) e  Zander VT (classic jazz house Gotta Look Up to Get Down), oltre naturalmente agli immancabili Agf / Delay (ambient techno in field recording vari, Most Beautiful Kill), Sascha Funke (la scura soundtracky Hiddensee) e il blasonato Paul Kalkbrenner (il quadretto narrativo Plätscher).

La qualità media è indiscutibilmente buona e all’assenza di picchi si compensa con fare uber cool che regge il tempo.

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