Recensioni

Il lavoro di recupero e riproposizione del vasto repertorio di Luigi Tenco sembra non aver mai fine. Nel 2001 la Lilium Produzioni di gianCarlo Onorato dedicava al cantautore di Ricaldone un bel tributo intitolato Come fiori in mare – Luigi Tenco riletto che torna dieci anni dopo con il secondo capitolo, accompagnato da un altro cd curato da Enrico De Angelis del Club Tenco che ripropone ventuno versioni di Lontano Lontano, storica sigla della Rassegna sanremese.
L’antologia di riletture del corpus tenchiano prova una fotografia il più possibile trasversale delle ultime tendenze della canzone d’autore nostrana. E l’effetto è chiaroscurale: Mauro Ermanno Giovanardi e Gianmaria Testa a parte (con una jazzatissima Mi sono innamorato di te insieme a Paolo Fresu alla tromba), i cantautori “nuovi”, alcuni transitati anche nelle ultime edizione del Premio Tenco, lasciano luci e ombre. Bene Ettore Giuradei che teatralizza quanto occorre Ballata della moda, altrettanto Cesare Basile con una drammatica Io vorrei essere là e Iosonouncane che destabilizza Ciao amore, ciao. Benissimo Carlot-ta che dimostra personalità da vendere con il pianismo evocativo e le velature elettroniche di Quello che conta (dalla soundtrack de “La Cuccagna” di Luciano Salce). Senza infamia tutti gli altri, con alcuni picchi al ribasso (Stefano Amen, Giulia Villari, Evasio Muraro). Fuori gara, per quanto ci riguarda, la chiusura dello stesso Onorato, con una vibrante Se potessi amore mio giocata tutta sul filo del pianoforte e di un’esigua patina sintetica.
Pane non privo di una certa autoreferenzialità, che sfamerà le bocche dei completisti come il sottoscritto, nel secondo disco. Una dietro l’altra ventuno versioni di Lontano Lontano, da Ornella Vanoni (1989) a Renzo Arbore (2010), passando per Milva, Eugenio Finardi, Francesco Guccini, Alice e tutto il resto del pantheon tenchiano, Gilberto Gil incluso. Difficile dire cosa sia meglio e cosa sia peggio, perché il cd ha soprattutto valore come testimonianza storica. Ed è questo, più che il valore artistico, a giustificarne l’esistenza.
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