Recensioni

Rielaborare, riscrivere, ma soprattutto saper raccontare, con quello stesso linguaggio, una porzione di mondo: il proprio, che si rispecchia nel collettivo. Il linguaggio è quello che si è sviluppato a partire da una decina di anni fa a Lisbona, in una rumorosa scena (la batida) tra elettronica e poliritmie tribali nata dalla diaspora post-coloniale in Portogallo; la rielaborazione, la abilità nel raccontare, è quella di A.k. Adrix (già noto come P. Adrix), autore di questo piccolo (meno di mezz’ora) compendio prezioso che risponde al titolo di Codigo De Barras. È un disco che contiene in sé una somma di allontanamenti: c’è quello – improvviso – dalla terra di origine, strappo violento causato dagli strascichi del colonialismo, e c’è quello, ulteriore, nella scelta di trasferirsi a Manchester. C’è anche, e questo ne è il risultato, una voce sempre più personale e interessante.
Quella della batida è una storia inestricabilmente legata a un’etichetta, Príncipe Discos, che fin dall’inizio ha cercato di non svendersi, proteggendo le peculiarità della scena nascente senza mai scendere a compromessi. D’altronde non è stato facile per i suoi fondatori (bianchi, portoghesi) acquisire credibilità e rispetto da una comunità di producer ancora inespressi (neri e provenienti da paesi colonizzati). L’esordio di Adrix, nel 2018 e dopo il suo trasferimento in Inghilterra, ha contribuito a mescolare le carte in tavola. Album Desconhecido si agitava nei suoi ritmi batida, sporcati da un’affascinante polvere di UK dance: bassi grime, accelerazioni jungle e spaccati d’n’b intarsiavano il parossismo indiavolato che da sempre aveva contraddistinto le pubblicazioni della Príncipe. L’evoluzione, fin dall’origine del mondo, passa attraverso gli incroci e gli incontri, e proprio attraverso questi ultimi Adrix amplia il proprio vocabolario: allarga contestualmente le prospettive, riuscendo a operare quella sintesi difficile tra il proprio stile e la propria narrazione.
La struttura è sempre riconoscibile, ritmata e ancestrale, le tracce però non si accontentano di assecondarla, anzi in più di un’occasione la trasformano. Succede così che in diversi momenti le esplorazioni si facciano quasi morbide, a solcare terreni inediti dai contorni giocosi ma insieme disturba(n)ti: talvolta minimali (Positividades, Desenhos Animados) altre volte ancora nostalgici ed esotici con i flauti plasticosi di FL Studio, Obrigado (un ringraziamento al software usato da moltissimi nella scena portoghese) o l’irresistibile groove di Ritmo Surfista. Ma i pezzi di Adrix non sono che suggestioni, ti catturano e un secondo dopo sono finiti. Non c’è mai l’escalation del climax, tanto meno quella di una costruzione sentimentale dei brani. Questo non significa, però, che non ci sia ricerca espressiva nella froma o citazionismo ben amalgamato nella sostanza: le anime grime di Espuma Nocturna e F.l.i.p.a.d.o o ancora i due minuti da giungla techno urbana di Settings, mostrano inoltre qualcosa del retaggio spigoloso della batida delle origini, che esce fuori anche nella vera e propria danza iniziatica Hotttttttttt o nel ritmo kuduro scarnificato fino all’osso di 2 TOKES.
Non è più, insomma, soltanto l’agitazione quasi rabbiosa e impenetrabile del linguaggio costruito dagli esuli africani in Portogallo. Con Codigo De Barras siamo davanti a un’articolazione nuova del lessico. Specularmente rispetto a Guerrilla di Nadar (un altro angolano di stanza a Manchester) questo disco opera sulle origini e sull’eredità di una cultura dalla quale gli autori si sono dovuti (geograficamente) allontanare. La rimasticazione del venticinquenne targato Hyperdub è stratificata e eviscerata nel suo rough kuduro evocativo e immaginifico (raccontato su SA nella recensione del compianto Andrea Mi); quella di Adrix, riflettendo in parte analoghe inquietudini contemporanee (la sirena storta che emerge dalle atmosfere quasi ovattate dell’opener, Ambiente Spiritual, per dirne una che ne faccia una summa) e ancora di più il desiderio di meticciare la propria voce senza snaturarne l’essenza. E scusate se (non) è poco.
Amazon
