Mentre i Bob Vylan tornano sul palco invitando i fan a fermare i cori contro l’IDF nel primo concerto dopo la controversia di Glastonbury, e i Kneecap rispondono in musica alle accuse rilanciando con nuova musica, Tom Morello scende in campo in loro difesa. Ospite di una puntata dello Strombo Show di George Stroumboulopoulos, il chitarrista dei Rage Against the Machine non ha avuto dubbi: «I Kneecap sono chiaramente i Rage Against the Machine dei giorni nostri».
«Sono in cima alla lista», ha affermato. «Ci sono loro, e poi un grande vuoto prima di trovare qualcun altro. Quello che stanno facendo con la loro arte è probabilmente ciò che più persone dovrebbero fare nella vita: sfidare il potere dicendo la verità».
Morello, che di recente è stato il direttore artistico del concerto finale dei Black Sabbath, ha anche respinto le accuse mosse contro il trio nordirlandese: «I Kneecap non sono terroristi. Terroristico è il fatto che 20 mila bambini palestinesi siano morti. Questa è la vera storia. Non dovrebbe esserlo un gruppo di rapper irlandesi che non accetta che tutto ciò stia accadendo».
Quanto ai Rage, infine, nessuna promessa di ritorno: «Non aspettateci. Formate la vostra band».
A proposito dell’indimenticata band condivisa con Zack de la Rocha, mentre Killing in the Name continua a macinare record di streaming, su SA trovate le recensioni dei primi due album della band – RATM e Evil Empire – e un approfondimento di carriera firmato da Tommaso Iannini.