Album

Evil Empire

16 Aprile 1996 alt metal

Vediamo crollare un muro in Germania per vederne costruire un altro al confine tra Stati Uniti e Messico. Dal 1986 ad oggi, come risultato di anni di isteria e parole d’odio proferite dal Governo statunitense, si contano 1500 morti lungo quel confine. Abbiamo scritto Bulls on Parade tenendo a mente tutto questo
Zack De la Rocha, 1996

Se normalmente si parla del difficile secondo album, nel caso dei Rage Against the Machine dobbiamo ricorrere al superlativo assoluto. A quattro anni dal folgorante esordio omonimo, quello di Killing in the Name, Bombtrack e altri classici crossover, Evil Empire esce il 16 aprile 1996 caricato di aspettative inverosimili. In soli due anni il debut album aveva venduto oltre 1 milione di copie (ad oggi se ne contano più di 3) e Epic/Sony, proprio come ci si aspetterebbe da una evil major del caso, aveva iniziato a pressare i quattro già al termine del tour imponendo un quanto mai indesiderato ritiro in studio. Ritiro che, da da tali premesse, non poteva che concludersi con un nulla di fatto. La band è estremamente frustrata. Zack, in particolare, sente che gli altri componenti del gruppo non lo prendono in considerazione come vorrebbe.

Dalle catastrofiche premesse sorprende quasi che l’album risulti una prova di spessore, con Zack a venir accreditato per tutti i testi e la band al completo a firmare le musiche. In qualche modo i ragazzi si sono ritrovati e ricompattati riuscendo a dare buona prova di sé. Con un titolo che fa riferimento al modo in cui veniva apostrofata l’Unione Sovietica da Ronald Reagan e dai conservatori americani negli anni ’80 (ma che, come è chiarissimo, si adatta benissimo agli Stati Uniti), una copertina altrettanto azzeccata raffigurante un supereroe vintage – Crimebuster – con la lettera sul petto cambiata con la “e” minuscola, e una pila di libri tra politica e filosofia a far bella mostra di sé nel booklet, parliamo di una prova decisamente solida, dalla quale vengono estratti sei singoli su 11 brani, che mostra i propri numeri già dal trittico iniziale People of the Sun/Bulls on Parade/Vietnow. Per molti versi qui viene approfondito ancor di più il discorso dell’esordio scavando ancora lungo la vena funk-hip-hop corazzata e andando addirittura oltre con le trovate noise e gli effetti rubati al djing (il riff iniziale di People of the Sun e l’assolo di Bulls on Parade sono puro scratching sulle corde della chitarra fatto con slide, switch e leva del tremolo).

E se c’è una Year of tha Boomerang (il brano più vecchio in scaletta – incluso nella colonna sonora de L’università dell’odio di John Singleton nel 1994) a far da ponte tra i due lavori, Revolver e Tire Me sono il punk più groovy che si possa immaginare. Non mancano inoltre tracce di granitico rock, roba meno swingante, e neppure pezzi che svariano tra i soliti assalti sincopati e momenti quasi melodici (Down Rodeo), o si arrovellano su giri lenti dal retrogusto bluesy (Wind Below). Non si può dire che il sound e l’impegno non sappiano colpire entrambi l’immaginazione (a proposito, imperdibile nel booklet è la piccola biblioteca con i consigli di lettura firmati RATM), e di fatti il successo non li abbandona. Il disco entra al primo posto nella classifica album statunitense, la Billboard 200, Tire Me si aggiudica un Grammy come miglior performance nella sezione dedicata al metal e pure Bulls On Parade e People Of The Sun vengono nominate (questa volta nella sezione Best Hard Rock Performance).

Il quartetto porta il nuovo lavoro sul palco e il mix con il vecchio materiale è di quelli incendiari. Al Sonoria Festival del 1996 (all’Acquatica Park di Milano), in una delle tappe italiane del tour di supporto l’impressione è quella di una band feroce, perfetta. E coloro che erano al Villaggio Globale di Roma e si sono visti annullare il concerto con un annuncio dai megafoni la sera stessa la ferita brucia ancora…

[Dall’approfondimento di carriera Rage Against The Machine – Profeti di rabbia]

Tracklist
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Discografia
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  • 1 People of the Sun
  • 2 Bulls on Parade
  • 3 Vietnow
  • 4 Revolever
  • 5 Snakecharmer
  • 6 Tire Me
  • 7 Down Rodeo
  • 8 Without a Face
  • 9 Wind Below
  • 10 Roll Right
  • 11 Year of tha Boomerang
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