Robert Smith, The Cure
Robert Smith, The Cure, alla Kioene Arena di Padova 2022. Foto di Francesca Sara Cauli (2022)

The Cure. “Another Happy Birthday” è il sesto inedito (live) dal nuovo album

...e intanto sull'uscita di “Songs of a Lost World” nulla è dato sapere

Dell’uscita del nuovo album dei Cure di cui la band aveva già suonato dal vivo quattro inediti durante i concerti italiani dello scorso anno, non si sa più nulla. Fino a prova contraria è rimasto il titolo e il taglio di un disco – Songs of a Lost World – di 67 minuti, composto da 10 canzoni già completate in studio. Il missaggio finale è del 1 aprile 2022, più di un anno fa.

Per Robert Smith e la band è un lavoro “piuttosto dark”, la metà nera di un disco più “upbeat”, e dagli ascolti disponibili, ovvero dai brani testati dal vivo, che nel frattempo sono saliti a 6, ne abbiamo un’aderente conferma. L’ultimo di questi è stato eseguito per la prima volta all’Hollywood Bowl lo scorso 23 maggio, nella seconda delle tre date qui previste.

È Another Happy Birthday, con il riff iniziale affidato al piano elettrico e quello finale a riprenderne il tema alla chitarra ritmica. Il titolo non tragga in inganno, si tratta di una canzone tristissima, parla di un anziano solo e dolorante, vestito a festa nel giorno del compleanno dell’amata il cui ricordo sta lentamente scomparendo dalla sua memoria (And your birthday is the worst day / I’m singing to a ghost / Happy birthday / I forget how it goes).

Sei brani dicevamo, tutti suonati durante la tappa all’Hollywood Bowl, ovvero A Fragile Thing, Alone, And Nothing Is Forever, Endsong, I Can Never Say Goodbye e Another Happy Birthday di cui ieri c’è stata la world premiere.

Lo scorso marzo Robert Smith vinto un’importate battaglia in nome dei propri fan ottenendo da Ticketmaster un parziale rimborso delle (alte) commissioni su specifiche tipologie biglietti venduti in presale. Un paio di settimane fa, in occasione dell’incoronazione sul trono d’Inghilterra di Re Carlo III, ha inoltre ribadito le sue convinzioni antimonarchiche.

Nel 2022 sono continuate le ristampe del catalogo della band. È toccato a Wish per il suo 30esimo anniversario. Del disco parliamo approfonditamente sia in una recensione dedicata sia nell’approfondimento di carriera sulla formazione britannica, entrambi scritti da Nino Ciglio.

Su SA potete inoltre leggere, tra le altre, le recensioni classic dedicate agli album Three Imaginary Boys, Seventeen Seconds, Pornography e Disintegration.

Tracklist

Ti potrebbe interessare