A un anno dalla scomparsa, il 26 luglio 2023, l’Irish Independent chiarisce sulla causa che ha portato al decesso di Sinéad O’Connor. È quanto emerge dal certificato di morte, registrato dai familiari la scorsa settimana a Londra: la morte è dovuta a una broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia polmonare caratterizzata da persistente ostruzione delle vie aeree che, nei casi più severi, porta a un’insufficienza respiratoria.
In precedenza, a dare la propria versione dei fatti, onde escludere ogni altro sospetto, era stato il medico legale che dopo aver condotto l’autopsia sul corpo della musicista aveva reso noto il risultato dei propri accertamenti. “Cause naturali”, è quanto era emerso allora nella sua dichiarazione ufficiale che avvalorava quanto la polizia irlandese aveva ipotizzato al momento del ritrovamento di O’Connor nell’appartamento londinese.
Nelle settimane precedenti la scomparsa, oltre all’annuncio del ritiro dall’attività live e ai problemi di salute seguiti alla scomparsa del figlio diciassettenne Shane, O’Connor aveva scritto su Facebook di essersi trasferita nuovamente a Londra per completare un nuovo lavoro – dal titolo provvisorio No Veteran Dies Alone – la cui uscita era prevista per il 2023. Il suo ultimo album rimane attualmente I’m Not Bossy, I’m the Boss, del 2014 (recensito da Alessandro Liccardo). Più recente è invece la pubblicazione di Rememberings, la biografica uscita nel 2021.
L’annuncio della morte di Sinéad O’Connor è stato accolto con grande cordoglio da parte della comunità musicale e artistica internazionale ma anche dai numerosi fan. In centinaia sono accorsi a Bray, la cittadina irlandese dove la cantante ha trascorso gli ultimi anni di vita e dove si sono svolti i funerali.
Su SA potete recuperare anche la storia e l’analisi dei videoclip di Nothing Compares 2 U e Troy. Nel frattempo Sky ha distribuito sulla piattaforma Nothing Compares, il docufilm diretto da Kathryn Ferguson e con protagonista la stessa cantante già presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2022. La pellicola racconta la sua storia, in particolare quella relativa al periodo che va dal 1987, con l’uscita dell’album di debutto, The Lion and the Cobra, al 1993.
Nel frattempo, il 20 marzo alla Carnegie Hall è stato programmato un concerto tributo in sua memoria ma anche in quella di Shane MacGowan, recentemente scomparso. In line up Cat Power, the Mountain Goats, the Dropkick Murphys, Glen Hansard, Amanda Palmer, David Gray, Bettye Lavette, Eugene Hutz dei Gogol Bordello, Julia Cumming, Kat Edmonson, il Resistance Revival Chorus e altri ancora. A proposito di Hansard, sua la versione di Fairytale Of New York cantata al funerale dell’ex membro dei Pogues (Nick Cave ha suonato invece A Rainy Night in Soho).