Tom Waits e Shane MacGowan
Tom Waits e Shane MacGowan

Shane MacGowan RIP. Gli omaggi di Springsteen, Nick Cave, Bono e Tom Waits

Il mondo del rock si è stretto attorno al compianto leader dei Pogues, per augurargli buon viaggio e celebrarne l'inconfondibile voce

Dopo la sua morte avvenuta il 30 novembre, poco dopo la fine del ricovero in un ospedale di Dublino per l’aggravamento di un’encefalite virale diagnosticata nel 2022, il mondo del rock ha iniziato a stringersi attorno a Shane MacGowan.

Bruce Springsteen, ricordando del tempo speso a Dublino con Shane e la moglie mentre lui era malato ma ben presente “in heart and spirit”, ha parlato di un’impareggiabile passione e profonda intensità della sua musica e dei suoi testi, definendola eterna e senza tempo. Il Boss ha chiuso affermando che tra 100 anni si canteranno ancora le sue canzoni.

Nella sua newsletter Red Hand Files, Nick Cave ha parlato di come Shane MacGowan non fosse amato solo per il suo talento ma anche per il suo spessore umano. “Una persona bella e danneggiata”, ha detto alludendo al suo abuso di sostanze, ma che “incarnava una certa purezza, innocenza, generosità e intelligenza spirituale come nessun altro”. Cave ha poi ricordato un concerto per il sessantesimo compleanno di Shane, in cui lui stesso ha suonato accanto a Sinead O’Connor. Ha ricordato che la cantautrice irlandese diceva di lui che fosse un “angelo”. “Chi può dirlo?” – ha aggiunto – “Shane aveva il dono di uno spirito di bontà e un profondo senso della verità, stranamente amplificato dal suo essere rotto dentro, dalla sua umanità”.

Il tributo di Bono è invece un ritratto di Shane disegnato di suo pugno, accompagnato dal testo di A Rainy Night In Soho dei The Pogues. Il frontman degli U2 ha commentato, breve ma incisivo: “Le canzoni di Shane MacGowan erano perfette così che noi, i suoi fan, non avremmo dovuto esserlo”.

Tom Waits ha usato i toni più poetici, in una dichiarazione scritta assieme alla moglie, Kathleen Brennan. “The blessing of the cursed” – “La benedizione del maledetto”, hanno scritto. Hanno parlato della “torrida e potente” voce di MacGowan come “fango e rose”, una voce con un “gradasso barcollare” ed un “desiderio antico” diretto all’inferno. I due hanno concluso citando un verso da If I Should Fall From Grace With God dei Pogues: “Let him go boys, let him go down in the mud where the rivers all run dry…”.

Non ultimi gli irlandesi Fontaines D.C. e The Murder Capital hanno cantato in suo onore I’m A Man You Don’t Meet Everyday dei Pogues.

Le incombenti festività sono una buona scusa per omaggiarlo, vuoi per l’immortale Fairytale Of New York, vuoi per l’altrettanto iconica cover di What a Wonderful World interpretata in coppia con Nick Cave.

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