Ad un mese dalla notizia del suo ritorno in rehab per curare “traumi e dipendenza”, Sinead O’Connor annuncia la pubblicazione di un nuova autobiografia. Il libro, edito da Houghton Mifflin Harcourt Books & Media, s’intitola Rememberings, e nelle sue 256 pagine si propone di ripercorrere gli eventi salienti, assieme professionali e privati, della vita della tormentata e controversa cantante irlandese.

Raccontando prima dei suoi anni dublinesi, tra gli abusi domestici e la scoperta della musica (in particolare il canzoniere di Dylan), per poi soffermarsi sulle prime esperienze all’interno di band locali, il libro ci darà uno sguardo privilegiato sulla gestazione di The Lion and the Cobra, il disco scritto mentre era incinta di otto mesi. Ma anche sui suoi anni di fama a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 caratterizzati dal suo trasferimento nel East Village a New York, dall’enorme popolarità che le è piovuta addosso con il brano scritto da Prince Nothing Compares 2 U e del clamore suscitato dall’esecuzione a capella di War di Bob Marley al Saturday Night Live nel 1992 con il noto strappo della foto di Giovanni Paolo II davanti alle telecamere in segno di protesta contro gli abusi sui minori coperti dalla Chiesa Cattolica (abusi che diventeranno di dominio pubblico con l’indagine del Boston Globe nel 2001 raccontata poi nel film Il caso Spotlight).
«Questa è la mia storia per come la ricordo», scrive la musicista 56enne nel comunicato stampa aggiungendo che scriverla, nel corso di questi ultimi anni, è stato divertente. Il suo ultimo disco, uscito nel 2014, è I’m Not Bossy, I’m The Boss, recensito su SA da Alessandro Liccardo.