Sinéad O'Connor
Sinéad O'Connor, still YouTube (2021)

Sinéad O’Connor annuncia il ritiro dall’attività live dopo la morte del figlio Shane

«Non c’è più nulla da cantare»

A un mese dal ricovero in ospedale avvenuto pochi giorni dopo la scomparsa del figlio diciassettenne Shane, Sinéad O’Connor annuncia via Twitter il suo ritiro dall’attività concertistica.

Le voci relative a un mio ritorno sul palco quest’anno o il prossimo anno sono infondate. Non c’è più nulla da cantare.
Sinéad O’Connor

Come riportato da CNN, lo scorso 13 gennaio la cantante aveva scritto di stare cercando aiuto, in una serie di tweet –  poi cancellati – nei quali si auto-incolpava della morte del figlio dicendo di sentirsi «persa»: «Ho deciso di seguire mio figlio – aveva scritto da un profilo non verificato, ma legato al suo account ufficiale [ora anch’esso cancellato] – Non ha senso vivere senza di lui. Tutto ciò che tocco, lo rovino. Vivevo esclusivamente per lui. E ora se n’è andato». Di circa un’ora dopo un ulteriore tweet: «Mi dispiace. Non avrei dovuto dirlo. Ora sono scortata dalla polizia verso l’ospedale. Mi dispiace di avervi sconvolto tutti. Mi sento persa senza mio figlio e mi odio. L’ospedale mi aiuterà un po’. Ma riuscirò a ricongiungermi con Shane. Questo è solo un ritardo».

Nevi’im Nesta Ali Shane O’Connor, figlio della cantante e del musicista folk irlandese Dónal Lunny, aveva tentato il suicidio due volte ed era sotto controllo presso il Tallaght University Hospital, a sud di Dublino, dal quale era misteriosamente scomparso il 6 gennaio. La cantante aveva minacciato pubblicamente di intentare causa all’ospedale qualora fosse successo qualcosa al ragazzo, chiedendosi come «fosse potuto sparire nel nulla un giovane diciassettenne traumatizzato» (tweet cancellato). Gli appelli e le ricerche della polizia sono terminate dopo che il corpo senza vita di Shane è stato rinvenuto a Bray, nella contea di Wicklow.

Dopo il tragico ritrovamento, Sinéad O’Connor ne aveva condiviso la notizia tramite un commovente tweet, anche questo in seguito cancellato.

Il mio bellissimo figlio, Nevi’im Nesta Ali Shane O’Connor, la vera luce della mia vita, ha oggi deciso di porre fine alla sua lotta terrena e ora è con Dio. Riposi in pace e nessuno segua il suo esempio. Il mio bambino. Ti amo tanto. Per favore, ritrova la tua pace.
Sinéad O’Connor

Così come cancellato è un altro ricordo sempre condiviso via Twitter.

Ho recitato questo mantra in memoria di Shaney per tutta la settimana. Solo stamattina ho notato la data in cui è stato caricato su YouTube. 10 marzo. Quel giorno era il compleanno di Shane.
Sinéad O’Connor

All’inizio dell’anno, presentato in anteprima al Sundance Film Festival, è uscito Nothing Compares, docu-film diretto da Kathryn Ferguson che ripercorre la carriera di O’Connor attraverso filmati d’archivio e una nuova intervista esclusiva, concentrandosi in particolare sul periodo che va del 1987 – con l’uscita del suo album di debutto, The Lion and the Cobra – al 1993. Nel documentario non è presente la canzone da cui prende il titolo e questo per una disputa con gli eredi di Prince che non hanno concesso i diritti per il suo utilizzo.

Lo scorso anno la cantante ha pubblicato l’autobiografia Remembering per i tipi di Houghton Mifflin Harcourt Books & Media, mentre il prossimo album in studio, No Veteran Dies Alone, era stato dato in uscita per quest’anno. Il disco rappresenterebbe il successore di I’m Not Bossy, I’m the Boss, il suo ultimo lavoro, recensito su SA da Alessandro Liccardo.

Sempre a proposito di Nothing Compares 2 U, il pezzo scritto dal Purple One che l’ha lanciata a livello internazionale nel 1990, la cantante lo ha eseguito nel recente passato in una rara (e toccante) apparizione televisiva. Parlando di Prince, O’Connor nel 2019 dichiarò che il genio di Minneapolis una volta tentò di picchiarla.

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