Roger Waters e Nick Mason (still da YouTube)

Nick Mason pensa che il “Dark Side Of The Moon” rivisto da Roger Waters sia geniale

«Mi piace l'idea di far evolvere la musica piuttosto che lasciarla esattamente com'è»

Entrambi suonano dal vivo in Italia quest’anno, il primo con il suo This Is Not a Drill Tour e il secondo con la band Saucerful of Secrets ma, oltre agli impegni live, Nick Mason e Roger Waters hanno avuto modo di sentirsi e scambiarsi alcune opinioni sulla nuova – e attualmente inedita – versione di The Dark Side of the Moon.

Lo scorso febbraio l’ex frontman dei Pink Floyd l’aveva fatta ascoltare al giornalista del Telegraph che lo aveva intervistato, ora apprendiamo che una copia è stata inviata anche allo storico batterista che, a sorpresa ma neppure troppo, lo ha apprezzato.

Il suo commento in merito arriva a margine di uno degli eventi organizzati nel mondo per l’ascolto immersivo, con tecnologia Dolby Atmos, dell’iconico album che quest’anno ha compiuto 50 anni.

Ho ricevuto una copia dell’album ed è assolutamente geniale. Lo era la versione originale e lo è la sua. Non ha danneggiato l’opera, ne è un interessante sviluppo. Mi piace l’idea di far evolvere le cose piuttosto che lasciarle esattamente come sono.
Nick Mason

Il nuovo Dark Side of the Moon

L’unico estratto attualmente ascoltabile della nuova versione del disco è Us And Them ma, come è facilmente intuibile dalla nuova, distopica, versione (senza assolo chi chitarra) di Comfortably Numb condivisa in precedenza, l’approccio scelto da Roger Waters è stripped down, ovvero pacato, essenziale, volto a valorizzare gli elementi strutturali. La stessa filosofia applicata ad altri brani di repertorio che sono finiti nelle Lockdown Session.

Il disco era stato annunciato nello stile del songwriter («fanculo a tutta questa cosa del ‘noi’»), ma in seguito, via social media, i toni si sono fatti più ragionevoli («È un modo per rendere omaggio a una registrazione di cui Nick, Rick, Dave ed io abbiamo diritto d’essere fieri»). Secondo Roger Waters, questa versione dell’album dei Pink Floyd non è stata pensata per sostituire l’originale ma è più che altro un modo «di guardare negli occhi il ventinovenne di allora e dirgli – citando una poesia scritta al padre – “abbiamo fatto del nostro meglio, non abbiamo tradito la sua fiducia, nostro padre sarebbe orgoglioso di noi”».

Su SA trovate la recensione di The Dark Side of the Moon, ma anche di tutti i principali lavori della band, tra cui Animals, Final Cut e Piper At The Gate Of Dawn.

Tracklist

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