Attivissimo su più fronti quest’anno, Tom Morello è tornato a parlare dei Rage Against The Machine, partendo dalla sfortunata tournée del 2022. Il chitarrista, che quest’anno ha co-diretto Back To The Beginning, il concerto finale dei Black Sabbath, ha recentemente rilasciato un’intervista a Q101 Chicago (WKQX) in cui ha raccontato le difficoltà legate ai concerti cancellati e il percorso della band negli ultimi anni.
«La beffa è che, prima ancora della tournée, anch’io mi ero rotto il tendine d’Achille», racconta Morello. «Ero in prova con le stampelle, e mi dicevo: mi farei fare un’operazione a cuore aperto sul palco pur di non cancellare uno show. Lo show deve andare avanti». Poi è toccato a Zach de la Rocha: «Era in grande forma, tutti facevamo del nostro meglio, poi si è infortunato. Ha visto come l’avevo gestita io. Abbiamo portato a termine la parte americana del tour e poi, purtroppo, abbiamo dovuto cancellare il resto».
Da allora il futuro della band è rimasto incerto: Morello ha partecipato da solo alla cerimonia del Rock and Roll Hall of Fame per accettarne l’induzione, e nel 2024 il batterista Brad Wilk ha dichiarato che la band “non tornerà più in tour o a suonare dal vivo”.
Band in bilico
Parlando del possibile futuro dei Rage, Morello sottolinea l’importanza del loro impatto: «I Rage Against The Machine sono sempre stati una situazione un po’ volatile. Abbiamo realizzato quattro grandi dischi e, anche quando [Zach] era seduto sul palco, quei concerti del 2022 sono stati tra i migliori di sempre, con un legame vero con il pubblico. Cinque serate sold-out al Madison Square Garden sono un modo incredibile di chiudere un capitolo».
E aggiunge: «Nel frattempo, giuro su tutto, porto avanti la torcia di ogni riff e di tutto il significato di quelle canzoni, così come degli altri progetti in cui sono stato coinvolto. Quella musica conta tantissimo per me, e anche ciò che rappresenta».
Attività recente
A proposito di live dei RATM, in occasione del Record Store Day di quest’anno, è uscito Live On Tour 1993, un doppio vinile limitato a 15.000 copie che raccoglie dieci registrazioni dal vivo tratte da quel tour.
Intanto, mentre Killing In Thy Name continua a infrangere record di streaming, Morello resta attivo anche sul fronte politico: ha criticato le azioni del governo israeliano a Gaza, l’amministrazione Trump, e ha lodato i Kneecap definendoli “i Rage Against The Machine di oggi”, commento che ha suscitato la reazione furiosa di David Draiman dei Disturbed.
Su SA potete di ripassare l’epopea dei Rage Against the Machine con Profeti di rabbia, l’articolo d’approfondimento curato da Tommaso Iannini.