Se la scelta di I Am A God come brano per il proprio funerale aveva già fatto discutere, la recente difesa di Nick Cave nei confronti di Kanye West ha riacceso il dibattito sulla separazione tra l’artista e le proprie creazioni. Dopo l’ennesima trafila di polemiche per le dichiarazioni antisemite che il rapper, mutandis mutatis, aveva definito “esperimento sociale” e la vendita di una maglietta con una svastica tuttora disponibile sul suo sito, Cave ha risposto a un fan dal blog personale The Red Hand Files, riaffermando il suo dissenso verso le posizioni del rapper, ma sottolineando il valore trasformativo dell’arte.
«L’idea che un artista possa essere separato dalla sua opera è assurda», scrive Cave, spiegando che l’arte è l’essenza dell’artista resa manifesta, e che il suo potere sta proprio nella capacità di trasfigurare il caos interiore in qualcosa di sublime. Per il cantautore, Kanye West incarna questo processo, unendo peccato, trascendenza e genialità.
Pur definendo “odiose e deludenti” le posizioni di Ye, Cave si dice riluttante a invalidare la grandezza artistica nel tentativo di punire l’uomo: «Cerco la bellezza ovunque si presenti». Un’affermazione che non placa la controversia, ma ribadisce la complessità del rapporto tra etica e creazione artistica.
I Am God come inno di famiglia
Di recente, Cave ha condiviso ai microfoni della BBC i suoi otto brani da isola deserta e anche lì aveva inserito I Am God, canzone dall’album Yeezus. Il cantante ha spiegato che la canzone è divenuta una sorta di “inno di famiglia”, apprezzato anche dalla moglie Susie e dal figlio. A suo avviso, I Am A God è una composizione incredibilmente complessa e profonda, che alterna momenti di grande affermazione e disperazione, riflettendo l’intensità e la vulnerabilità di Kanye come artista.
Non è la prima volta che Cave esprime ammirazione per Ye: nel 2020, lo definì il “miglior artista” sulla Terra, sottolineandone l’impegno nel perseguire la propria visione.
Il tour estivo, l’attività recente
Quest’estate, Nick Cave tornerà in Italia ad esibirsi dal vivo accompagnato da Colin Greenwood. Nel 2024 è stato impegnato nella realizzazione di Wild God, album che ha segnato il ritorno dei Bad Seeds e relativo tour, ma anche in veste di compositore di colonne sonore in coppia con Warren Ellis. I due hanno prodotto Back to Black, la colonna sonora del biopic su Amy Winehouse, per cui ha composto anche l’inedito Song For Amy.
Sempre nel 2024, Re Inchiostro è tornato a esprimere il suo punto di vista sulla questione israeliana, e se sia giusto o meno tenervi concerti. Sul blog Red Hand Files, ha anche condiviso i suoi pensieri sulla fallibilità dei miti e sull’importanza di rimanere autentici.
