Passato nel caldo torrido di quest’estate anche dalle nostre parti, il tour europeo dei Muse si è concluso giusto in questi giorni con una doppietta di date alle O2 Arena di Londra. Per festeggiare il ritorno a casa Matt Bellamy e la band hanno recapitato il consueto spettacolo fatto di massimalismo e grandeur aggiornato a videogame, cibernetica e teorie del complotto assortite, con il frontman a non farsi mancare nemmeno il più classico dei gesti rock: la distruzione della chitarra contro l’amplificatore. È accaduto sul finale di Stockholm Syndrome che nella versione live viene solitamente interpolata con un riff preso da Township Rebellion dei Rage Against The Machine (lo riporta Setlist).
Leggendo su NME, apprendiamo che i resti dello strumento non sono stati consegnati a una fan a caso bensì ad una delle più accanite seguaci del gruppo. A detta di un giornalista della testata britannica presente al live, la ragazza esibiva un cartello in cui dichiarava di averla vista ben 225 volte, un record da far invidia ai die hard fan nostrani di Vasco Rossi.
A proposito di Bellamy e dei Muse, il frontman ha fatto notizia in questo periodo per la sua fuga dal Burning Man e per un duetto con Elisa.
Come sopracitato, il trio si è di recente esibito in Italia per le due date – il 18 luglio allo Stadio Olimpico di Roma e il 22 allo Stadio San Siro di Milano – a supporto di Will of the People, lavoro pubblicato lo scorso anno e accolto, senza troppe sorprese, con un voto non certo lusinghiero dalle nostre parti. Non ultimo, uno dei loro album più amati, Absolution ha compiuto lo scorso 29 settembre 20 anni (recensione di Stefano Solventi).