Album

Will Of The People

26 Agosto 2022 rock hardrock glam synthpop

I Muse avevano fatto sapere già a metà del 2021 di essere al lavoro sul nono progetto, album che il frontman aveva dichiarato essere carico di tematiche politiche, a partire da influenze legate alle proteste del Black Lives Matter avvenute nel 2020 e alla pandemia. Del resto, temi quali la ribellione, la controcultura e la «volontà del popolo» sono da sempre topoi del trio, che torna ufficialmente il 26 agosto 2022 con Will of The People, sempre via Warner.

“Will Of The People” è nato tra Los Angeles e Londra ed è influenzato dalla crescente incertezza e instabilità nel mondo. La pandemia, nuove guerre in Europa, massicce proteste e rivolte, un tentativo di insurrezione, destabilizzazione della democrazia occidentale, crescente autoritarismo, incendi e disastri naturali e la destabilizzazione dell’ordine globale hanno influenzato “Will Of The People”. È stato un periodo di preoccupazione e spaventoso per tutti noi poiché l’impero occidentale e il mondo naturale, che ci hanno cullato per così tanto tempo, sono veramente minacciati. Questo album è un viaggio personale attraverso quelle paure e la preparazione per ciò che verrà dopo.
Matt Bellamy

Ad anticiparlo, un lead single – Compliance – che si pone in continuità con quanto abbiamo già ascoltato in Drones e Simulation Theory sul lato del revival 80s della loro produzione recente. Con la differenza che parliamo di una delle tracce più (electro) pop del disco e forse del gruppo. È anche la villain song del caso, con Bellamy a cantare dal punto di vista di un dittatore che promette una vita senza problemi e timori in cambio di incondizionata obbedienza. Nel relativo clip, girato in Polonia da Jeremy Durand e che riprende la trama del film Looper, un agente governativo viaggia nel passato per uccidere criminali prima che possano compiere i loro misfatti. Protagonisti sono tre bambini con il volto coperto da maschere che uccidono le rispettive controparti adulte.

Compliance parla di sottomissione a regole autoritarie e a rassicuranti falsità per essere accettati in un gruppo. Le gang, i governi, i demagoghi, gli algoritmi dei social media e le religioni ci seducono nei momenti di vulnerabilità, creando regole arbitrarie e idee distorte a cui conformarci. Ci vendono miti confortanti, dicendoci che solo loro possono spiegare la realtà mentre simultaneamente diminuiscono la nostra libertà, autonomia e pensiero indipendente. Non siamo solo costretti, siamo ammassati, spaventati e incitati a produrre quotidianamente “2 minuti di odio” contro un gruppo di loro scelta e a chiudere un occhio sulla nostra voce interna di ragione e compassione. Hanno solo bisogno della nostra conformità.
Matt Bellamy

A precedere Compliance è il primo brano estratto, Won’t Stand Down, a sua volta accompagnato da un videoclip girato da Jared Hogan in Ucraina. Le tematiche sono quelle di brani come Pressure e Uprising, la canzone parla di rivolta dal punto di vista di un oppresso determinato a non farsi più schiacciare dal proprio persecutore. L’arrangiamento va di conseguenza. Ritroviamo l’amata/odiata teatralità vocale di Bellamy e un tiro tra l’interludio cyber-rock e l’affondo nu metal. Nel videoclip, una misteriosa regina sembra “succhiare” l’energia di una massa di persone vestite di scuro; il tutto finché non arriva a trasformarsi in una cupa evoluzione di sé stessa.

Seguono la Title Track (uno scanzonato glam stomp rock) e Kill Or Be Killed, dai richiami metal old school e cantato à la primi Radiohead, brano che secondo il frontman è stato ispirato da Live And Let Die di Paul McCartney (ma che di fatto nulla ha a che fare con la canzone).

Won’t Stand Down parla di come difendersi dai bulli, che sia al parco giochi, al lavoro o ovunque. Proteggersi dalla coercizione e dalla manipolazione sociopatica e affrontare le avversità con forza, sicurezza e aggressività.
Matt Bellamy

L’album di Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme ha tutto l’aspetto della prova (futur) pop del marchio Muse. La prosopopea di Queen e Radiohead prima maniera non mancano neppure qui (e come potrebbero?), anzi quell’immaginario viene proiettato su Marte come in un marcio sogno di Philip K. Dick. Ma piano con i facili elogi: Will of The People non è Memoria totale bensì un suo adattamento teen action movie hollywoodiano. Non sorprende trovarci un vincitore di un Grammy Award Serban Ghenea a missarlo, con Dan Lancaster a curare quello di Won’t Stand Down e Aleks von Korff a dare un ulteriore missaggio a Kill Or Be Killed. Il prodotto è confezionato per essere un blockbuster nella sua categoria. Il kitsch è maneggiato con un pizzico di umorismo come Schwarzenegger insegna ma l’apprezzabilità non va oltre la buona resa del materiale video abbinato ai brani, che altro non sono che brandelli di storia del rock rimescolati con il soliti temi sci-fi.

C’è sempre tanta urgenza nella musica dei Muse quanta poca presa nei singoli pezzi. Spentisi i fuochi artificiali, le trovate, i bordoni e tutto il freak show annesso e connesso, quel che rimane è un marchio che ha fatto una precisa scelta di campo: guardare a una generazione videoludica a cui abbinare uno spettacolo (live soprattutto) che ne ricalchi l’engagement, non sarà interattivo ma abbastanza vario da distrarre sulla sua “mancata governabilità”.

A supporto della nuova prova, un tour che ha toccato anche l’Italia lo scorso giugno 2022 per Firenze Rocks 2022 con una nuova e più intima data fissata per il 26 ottobre all’Alacatraz di Milano. Uno dei pochi appuntamenti che il trio ha fissato tra Stati Uniti ed Europa.

Nel frattempo, Origin of Symmetry, il secondo album in studio del trio è stato ristampato per i 20 anni dalla sua uscita, e Bellamy ha pubblicato a luglio 2021 l’esordio solista Cyrosleep, disponibile soltanto in vinile in occasione del Record Store Day. Il precedente album del trio, Simulation Theory, è uscito nel 2018 ed è stato recensito su queste pagine da Valerio di Marco.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Will Of The People
  • 2 Compliance
  • 3 Liberation
  • 4 Won’t Stand Down
  • 5 Ghosts (How Can I Move On)
  • 6 You Make Me Feel Like It’s Halloween
  • 7 Kill Or Be Killed
  • 8 Verona
  • 9 Euphoria
  • 10 We Are Fucking Fucked
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