Morrissey ha annullato un concerto a Stoccolma, in Svezia, nel fine settimana, citando la stanchezza accumulata dopo aver viaggiato in sei Paesi nell’arco di sette giorni.
In una dichiarazione condivisa su Morrissey Central e social media, il cantante ha attribuito la causa alla «mancanza di sostegno finanziario da parte di etichette discografiche immaginarie».
«Siamo stanchi di viaggiare oltre ogni limite. Riusciamo a malapena ad aprire gli occhi», ha aggiunto Morrissey. «Preghiamo Dio che qualcuno, da qualche parte, possa aiutarci a raggiungere la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, l’Islanda, la Danimarca… dove abbiamo migliaia e migliaia di amici, ma il sostegno dell’industria musicale è assolutamente nullo. Nessuna etichetta pubblica la nostra musica, nessuna radio la trasmette… eppure le vendite dei nostri biglietti sono sensazionali. Cosa ci dice questo sullo stato dell’arte musicale nel 2025?».
Morrissey non pubblica un nuovo album da I Am Not a Dog on a Chain del 2020 e ha ripetutamente lamentato le difficoltà a trovare un’etichetta per il suo ultimo lavoro, Bonfire of Teenagers. Tuttavia, anche prima dei suoi problemi con le label, l’ex Smiths aveva ormai la reputazione di artista inaffidabile dal vivo, avendo cancellato o rimandato più di 100 concerti dal 2010 a oggi; solo un mese fa aveva rinviato alcune date negli Stati Uniti a causa di una sinusite. In estate il frontman tornerà in Europa, con cinque date previste anche in Italia a luglio.
Di recente, la lunga diatriba tra Morrissey e Johnny Marr si è arricchita di un nuovo capitolo riguardo alla famigerata reunion degli Smiths. Inoltre, nei giorni scorsi, Nick Cave ha dichiarato di aver rifiutato un brano “anti-woke” scritto proprio dall’ex frontman della band di Manchester.
Su SA potete ripassare l’approfondito monografico scritto da Nino Ciglio sugli Smiths e la recensione Classic di The Queen Is Dead.