Se quella di Rough Trade apre le danze, Uncut si conferma tra le riviste britanniche che inaugurano la stagione delle classifiche di fine anno, con la sua Top 80 Albums of 2025. Come già notato dai tipi di Brooklyn Vegan, la lista guarda con particolare attenzione al pubblico dei nati tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta. In altre parole, la notoria Gen X — definita “boomer” per le generazioni successive, pur che la definizione originale (baby boomer) identifichi coloro che appartengono alla fascia post-bellica, 1946–1964.
Solo un titolo in comune con la top 10 della catena di negozi, brand ed etichetta discografica, e cioè More dei Pulp, un ritorno apprezzato che, ne conveniamo, conferma la solidità della britpop band. Su Uncut, Pulp fa il paio con altre due istituzioni UK del rock e dintorni: Stereolab con Instant Holograms on Metal Film e Suede con Antidepressants. Dal magazine ci si aspetta inoltre una buona dose di cantautori: ecco quindi gli americani Cass McCombs, Jeff Tweedy, Justin Vernon / Bon Iver, mentre su Rough Trade erano invece Cameron Winter e Jason Isbell, per citarne un paio.
Di seguito, le prime dieci posizioni secondo Uncut, con i collegamenti al nostro archivio recensioni dove disponibili. Per la lista completa vi rimandiamo al sito ufficiale e al magazine.
Classifica (Uncut — prime 10 posizioni)
- Pulp – More
- Stereolab – Instant Holograms on Metal Film
- Suede – Antidepressants
- Wednesday – Bleeds
- Richard Dawson – End of the Middle
- Ryan Davis & the Roadhouse Band – New Threats from the Soul
- Cass McCombs – Interior Live Oak
- Jeff Tweedy – Twilight Override
- Bon Iver – Sable, Fable
- Robert Plant with Suzi Dian – Saving Grace