Album

Twilight Override

26 Settembre 2025 folk

A cinque anni da Love Is The King, Jeff Tweedy torna con Twilight Override, un’opera monumentale che affronta la notte dell’anima attraverso una serie di quadretti impressionisti. Il quinto album solista del frontman dei Wilco – triplo, ambizioso ma essenziale nell’approccio e nell’ideazione – è registrato come sempre al Loft, i suoi studi di Chicago, e nasce da una rete affettiva e familiare che include James Elkington, Sima Cunningham (Finom), Macie Stewart, Liam Kazar e i figli Spencer e Sammy Tweedy.

Al cuore del lavoro c’è la sensazione di vivere dentro un’epoca in declino, uno smarrimento storico ed emotivo a cui solo l’urgenza creativa può porre rimedio. “Se ti allinei con la creazione, ti schieri contro la distruzione”, dice Tweedy, evocando l’umore di un disco che non assorbe luce ma emana bagliori. “Il tramonto di un impero è un buon punto da cui osservare il baratro”, continua il musicista: parole e titolo tracciano la linea di galleggiamento di composizioni sospese tra luce e tenebra, spinta vitale e sfinimento storico.

Il poker di brani che ha anticipato l’album ne rappresenta le molteplici sfumature: sono gesti ostinati, atti di resistenza attraverso parole, chitarre e musica. Enough è un coriaceo country rock con citazione dylaniana; One Tiny Flower osserva l’erosione della normalità quotidiana con un intreccio di chitarra, piano e percussioni cardiache; Out in the Dark medita sull’isolamento e lo smarrimento con un ritmo ipnotico e sospeso; Stray Cats in Spain regala una pausa surreale e luminosa, tra ricordi e dettagli giocosi.

Jeff Tweedy non promette redenzioni ma insiste nel gesto quotidiano come atto antientropico. Fuor di metafora, queste sono mediamente buone se non ottime canzoni. L’ennesimo sigillo di un cantautore di razza.

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