Rolling Stone USA completa un po’ il trittico della classifiche statunitensi più consultate online assieme a quelle di Pitchfork e CoS. La sua lista, di 100 posizioni, è un po’ una via di mezzo tra quelle dei due noti portali.
Proprio come Pitchfork, anche RS premia SOS di SZA, arrivando a dire che la r’n’b singer è la “key voice in her generation”. E parliamo di un disco mainstream a tutto tondo per come lo intendiamo oggi, ovvero qualcosa che dialoga con l’hip hop, i suoi ritmi e le sue produzioni. Sempre in comune le due liste hanno Boygenius e Olivia Rodrigo, Billy Woods and Kenny Segal, Noname, Sufjan Stevens, Anohni and the Johnsons guardando solo le prime 20 posizioni. E non sono poche.
Rolling Stone si differenzia inoltre per scelte americanocentriche (vedi Kesha, Victoria Monét) quando non scontatamente mainstream (vedi Lil Yachty) o inclusive del mondo latino a partire sempre dalle vendite (il lanciatissimo big del nuovo latin-pop/reggaeton Tainy), senza farsi mancare qualche scelta più coraggiosa come il pazzo disco di Danny Brown e JPEGMAFIA, Scaring the Hoes. Di seguito la lista delle prime venti posizioni, per quella completa vi rimandiamo al sito ufficiale.
- SZA – SOS
- Boygenius – The Record
- Tainy – Data
- Lil Yachty – Let’s Start Here
- Olivia Rodrigo – Guts
- Paramore – This Is Why
- Mitski – The Land Is Inhospitable and So Are We
- billy woods / Kenny Segal: Maps
- Victoria Monét – Jaguar II
- Zach Bryan – Zach Bryan
- Blondshell – Blondshell
- Chappell Roan – The Rise and Fall of a Midwest Princess
- Noname – Sundial
- Karol G – Mañana Será Bonito
- Sufjan Stevens – Javelin
- Becky G – Esquinas
- Anohni and the Johnsons – My Back Was a Bridge For You to Cross
- Jessie Ware – That! Feels! Good!
- Danny Brown and JPEGMAFIA – Scaring the Hoes
- Janelle Monáe –The Age of Pleasure