Mick Jagger
Mick Jagger, foto per la stampa (2022)

Mick Jagger: “Sul palco non voglio fare lezioni di politica”

Mick Jagger prende le distanze dall’idea di trasformare i concerti in momenti di militanza politica. Intervistato da David Marchese per il podcast The Interview del New York Times, il frontman dei Rolling Stones ha spiegato di vedere il palco come uno spazio principalmente dedicato all’evasione, commentando anche il recente approccio di Bruce Springsteen.

“Il mio compito nella musica dal vivo è fare in modo che le persone che vengono ai concerti vivano la migliore esperienza possibile”, ha dichiarato Jagger. In altre parole, i live dovrebbero permettere al pubblico di “dimenticare per due ore tutti i problemi, i problemi del mondo, il mutuo e tutto il resto”. “È un po’ come andare a vedere uno sport”, ha aggiunto. “Tutto il resto viene messo da parte. Stai solo guardando chi vincerà. Non vuoi fare loro una lezione”.

Jagger ha comunque precisato di non essere contrario alla presenza della politica nella musica. La differenza, secondo lui, sta nel modo in cui viene proposta: “Ho preso l’abitudine di scrivere canzoni che parlano di relazioni personali e poi inserire una strofa sulla politica. Nessuno vuole ascoltare un’intera canzone sulla politica”.

Diverse modalità

Le sue parole arrivano in un momento in cui il ruolo politico degli artisti sul palco è tornato al centro del dibattito. Springsteen ha scelto di utilizzare il suo Land of Hope and Dreams American Tour anche come spazio di denuncia, criticando più volte l’amministrazione Trump, con lo stesso presidente intervenuto pubblicamente per attaccarlo.

Se per Jagger i live sono soprattutto evasione, questo non gli ha impedito in passato di lanciare alcune frecciate politiche. Nel 2024, al New Orleans Jazz & Heritage Festival, aveva ironizzato sul governatore repubblicano della Louisiana Jeff Landry, criticando le sue posizioni considerate poco inclusive.

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