È partito ieri da Minneapolis il Land of Hope & Dreams American Tour, la nuova tournée statunitense di Bruce Springsteen, pensata come un atto di resistenza contro l’attuale amministrazione americana e ciò che rappresenta in termini di autoritarismo, erosione della democrazia e ingiustizie sociali. Lo slogan del tour, No Kings, riassume lo spirito della tournée: una difesa dei valori democratici e del sogno americano.
Accanto al Boss, come supporter in tutte le date e guest speciale in diversi brani, Tom Morello ha condiviso il palco, infiammando la serata con duetti elettrizzanti. La scaletta ha alternato cover, brani del repertorio storico, momenti di riflessione e denunce, trasformando il concerto in una vera e propria dichiarazione politica.
Dark Times
In un momento definito dai due artisti come “dark times”, in cui “i valori americani sono messi in discussione”, Bruce Springsteen ha richiamato l’attenzione su alcune delle principali crisi del Paese: la guerra in corso contro l’Iran, definita “incostituzionale e illegale”, le operazioni dell’ICE che nella città del Minnesota hanno portato alla morte di Alex Pretti e Renee Good, e l’azione destabilizzante di un Governo che “sta abbandonando la Nato e l’ordine mondiale che ha mantenuto la pace per 80 anni”, mentre le disuguaglianze economiche crescono a livello globale.
Cover e brani di repertorio
Tra le chicche musicali della serata, il concerto si è aperto con War dei Temptations e ha incluso Purple Rain di Prince, entrambe eseguite con Morello, insieme a classici come Born in the U.S.A., The Promised Land – e Streets of Minneapolis, il brano nato dalle tensioni locali legate alle controversie per l’attività di federal agents come l’ICE che nella città del Minnesota ha causato feroci proteste, in particolare dopo la morte di cittadini come Renee Good — e Land of Hope and Dreams, chiusura simbolica dello show prima dei bis che chiudono definitivamente la scaletta con Chimes of Freedom di Bob Dylan. Al termine del concerto, Springsteen ha invitato il pubblico ad «abbracciare le persone a cui volete bene» e a «trovare un modo per difendere in modo aggressivo ma pacifico gli ideali del nostro Paese» in un momento storico profondamente segnato da tensioni sociali e richieste di maggiore responsabilità e trasparenza da parte delle forze federali.
Scaletta – 31 marzo 2026, Minneapolis
- War
- Born in the U.S.A.
- Death to My Hometown
- No Surrender
- Darkness on the Edge of Town
- Streets of Minneapolis
- The Promised Land
- Out in the Street
- Hungry Heart
- Youngstown
- Murder Incorporated
- American Skin (41 Shots)
- Long Walk Home
- House of a Thousand Guitars
- My City of Ruins
- Because the Night
- Wrecking Ball
- The Rising
- The Ghost of Tom Joad
- Badlands
- Land of Hope and Dreams
Encore
- Born to Run
- Bobby Jean
- Dancing in the Dark
- Tenth Avenue Freeze-Out
- Purple Rain
- Chimes of Freedom