Jaafar Jackson nei panni dello zio.

Michael Jackson. Il sequel del biopic affronterà le accuse di abusi “dal suo punto di vista”

Le riprese della seconda parte di "Michael" inizieranno entro fine anno

È quasi ufficiale. Il sequel del biopic dell’anno, Michael, ci sarà e affronterà le accuse di abusi sui minori “dal punto di vista” dello stesso Michael Jackson. A rivelarlo è stato il nipote della popstar, Jaafar Jackson, che ha interpretato il cantante nella prima parte della pellicola.

Le riprese del nuovo capitolo inizieranno ufficialmente entro fine anno, e si concentreranno sugli ultimi anni di vita del Re del Pop. La sceneggiatura attualmente è ancora in fase di sviluppo, spinta anche dallo straordinario successo commerciale del primo film (che nel frattempo ha superato il miliardo di dollari al botteghino globale, diventando il biopic più redditizio della storia del cinema, superando anche Oppenheimer).

In un’intervista rilasciata a GQ Middle East, Jaafar Jackson ha spiegato quanto sia importante dare un racconto di una parte tanto delicata quanto controversa della vita del cantante, sottolineando d’altra parte la frustrazione della famiglia:

Penso che il secondo film darà ancora più spazio al suo punto di vista, perché alla fine della storia le accuse sono sempre state raccontate da altri. Si è sempre trattato di idee di qualcun altro, o storie di qualcun altro, guidate da un tornaconto personale. Questo è il vero problema riscontrato come famiglia: la voce di Michael non è mai stata ascoltata.

L’attore ha comunque precisato di non avere un ruolo decisionale nella sceneggiatura, ma le sue parole fanno intendere la direzione che la produzione starebbe pensando di intraprendere.

I retroscena: reshoot da 16,5 mln di dollari per il primo film

Diretto da Antoine Fuqua, il primo capitolo di Michael segue la vita dell’artista dagli esordi con i Jackson 5 fino al monumentale Bad World Tour della fine degli anni ’80, focalizzandosi soprattutto sul travagliato rapporto con il padre Joe e omettendo qualsiasi riferimento alle successive vicende legali, anche se la sceneggiatura originale avrebbe dovuto includerle: la produzione è infatti stata costretta a investire ben 16,5 milioni di dollari in un reshoot “dell’ultimo minuto” per via di un cavillo legale. Una clausola, in un vecchio accordo extragiudiziale, vietava infatti alla fondazione di Jackson di menzionare in un film Jordan Chandler, uno dei principali accusatori dell’epoca. Per evitare violazioni legali, il film è stato modificato proprio sul finale.

Nella versione originale della sceneggiatura, il film avrebbe dovuto addirittura adottare una linea difensiva, presentando Jackson come vittima di un ricatto. È quanto riportato dal giornalista del New York Times Mark Binelli, che è riuscito ad ottenere accesso a una bozza del copione originale.

Adam Fogelson, responsabile della divisione cinematografica di Lionsgate aveva già lasciato intuire qualche mese fa che ci sarebbe stato un seguito: “Al momento ci stiamo concentrando soprattutto su come garantire, mantenendo un budget adeguato, il sequel migliore e più grandioso possibile. Questo è ciò che il pubblico desidera e merita dopo l’esperienza che gli abbiamo offerto la prima volta”.

Le accuse che hanno segnato la carriera di Michael Jackson

Nel 1993 Evan Chandler, dentista e sceneggiatore di Los Angeles, accusò Jackson di aver abusato sessualmente di suo figlio tredicenne Jordan, accusa sempre negata dall’artista. Il caso si concluse l’anno successivo con un accordo economico tra le due parti.

Nel 2013 invece, a quattro anni dalla morte della popstar, il coreografo Wade Robson intentò una causa contro il patrimonio del cantante, sostenendo di aver subito abusi tra i 7 e i 14 anni. Ad avanzare accuse simili fu anche James Safechuck. Entrambi figurano nel documentario Leaving Neverland pubblicato nel 2019 e su cui è poi nato un contenzioso legale avviato dal Michael Jackson Estate per presunta violazione di una clausola contrattuale di non denigrazione risalente agli anni Novanta. Nel 2020 la disputa si era chiusa senza una sentenza definitiva, ma proprio di recente è stata ottenuta una nuova data per il processo, fissandola per il 2028.

Nel frattempo, qui su SentireAscoltare potete leggere la recensione della prima parte del biopic, a cura di Jacopo Fioretti.

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