Laibach
Laibach, foto di Nika Hölcl Praper (2025)

Laibach. L’unica data italiana e “Alamut”, l’opera sinfonica ispirata al mito degli Assassini

Un'opera sinfonica tra industrial e tradizione persiana

Laibach tornano con Alamut, un’opera sinfonica ispirata alla setta degli Assassini e al romanzo di Vladimir Bartol. In uscita il 9 maggio su Mute in doppio vinile, cofanetto 2xCD e digitale, il disco è stato realizzato in collaborazione con i compositori iraniani Idin Samimi Mofakham e Nima A. Rowshan.

Ispirato ad Alamut (1938), il romanzo dello scrittore sloveno Vladimir Bartol sulla setta degli Assassini, il disco esplora il concetto di martirio e culto della personalità, influenzando nel tempo artisti come Umberto Eco, Hawkwind e William S. Burroughs, oltre a ispirare la saga videoludica Assassin’s Creed.

La figura centrale è Hassan-i Sabbāh, carismatico leader religioso e politico dei Nizariti Ismailiti, fondatore della misteriosa formazione militare degli Hashshashin. Profeta autoproclamato, guidò una guerra santa contro l’Impero Selgiuchide dal castello di Alamut, mentre Bartol, attraverso la sua massima “Nulla è vero, tutto è permesso”, analizzava i meccanismi della propaganda in un’epoca segnata dall’ascesa del fascismo a Trieste.

Nel Alamut dei Laibach, il nichilismo radicale del romanzo si fonde con la poesia classica persiana di Omar Khayyam e le sensuali liriche di Mahsati Ganjavi, tra orchestrazioni minimali della tradizione iraniana e il caratteristico sound industrial del collettivo. La produzione avrebbe dovuto debuttare a Teheran, ma il contesto politico ha impedito la messa in scena. Per questo motivo, Laibach hanno coinvolto il Human Voice Ensemble di Teheran, accanto ai cori sloveni Gallina Vocal Group e AccordiOna, un’orchestra di 60 fisarmoniche.

L’album è anticipato da Fedayeen (The Axe Is Sharpened), terzo movimento del poema sinfonico in nove atti, registrato dal vivo il 6 settembre 2022 nel Križanke Outdoor Theatre, all’interno del Monastery of the Holy Cross di Lubiana. Il brano vede protagonisti Laibach, la RTV Slovenia Symphony Orchestra, il Human Voice Ensemble, il Gallina Vocal Group e l’AccordiOna Disharmonic Cohort, sotto la direzione del maestro iraniano Navid Gohari.

Nel frattempo, la band torna in Italia per un’unica data il 28 febbraio al Link di Bologna. Il tour supporta la versione rivisitata di Opus Dei, il loro album più noto, di cui lo scorso anno hanno pubblicato una riedizione sempre via Mute. I biglietti sono disponibili su Dice.

Nello storico di SA, potete trovare un’intervista alla band, le recensioni di Also Sprach Zarathustra e Spectre oltre alle news sulla celebre avventura in Corea del Nord.

Tracklist

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