A settembre i My Chemical Romance avevano annunciato che The Black Parade 2026, il tour celebrativo del loro album simbolo, passerà anche in Italia. L’unico appuntamento è fissato per il 15 luglio 2026 alla Visarno Arena di Firenze, serata che sarà aperta dagli Interpol.
Il 2026 segnerà i 20 anni di The Black Parade, l’album che ha consacrato la band tra i simboli degli anni Duemila. Per celebrare questo traguardo, Gerard Way e compagni saranno protagonisti di un tour mondiale che farà tappa anche in Italia, riportando sul palco i brani che hanno definito una generazione di emo kid e continuano a influenzare fan e artisti in tutto il mondo.
The Black Parade
Epico e teatrale, melodicamente e potabilmente rock, The Black Parade racconta la storia di “The Patient”, un personaggio immaginario che riflette sulla propria vita e sulla morte mentre affronta una sorta di parata verso l’aldilà. La magniloquenza glam di Welcome to the Black Parade, le classiche power ballad (I Don’t Love You) e l’80s rock più appariscente come Famous Last Words sono i punti salienti di un disco che ha venduto oltre 4 milioni di copie in 36 paesi, lasciando il segno in chi aveva l’età giusta per apprezzarne temi generazionali e universali come perdita e identità.
La polemica per i prezzi troppo alti dei biglietti
Già un anno fa, dopo l’annuncio del tour mondiale, anche i My Chemical Romance erano finiti al centro delle critiche dei fan per il cosiddetto dynamic pricing scelto dalla band insieme a Ticketmaster. Questa pratica ha portato i prezzi a impennarsi rapidamente, con biglietti che hanno superato i 600 dollari. I prezzi per alcuni spettacoli, come quello al Raymond James Stadium di Tampa, partivano da 375 dollari, con i posti “platinum” a toccare i 700 dollari, senza contare le tasse aggiuntive.
Il dynamic pricing è una strategia che permette ai biglietti di variare in base alla domanda, aumentando quando l’interesse è alto. Secondo il reporter Cody Mello-Klein e Robert Smith (che lo ha definito una truffa), gli artisti possono scegliere di adottarlo o meno, decidendo anche i dettagli della sua applicazione, come il numero di biglietti a prezzo fisso prima che partano le oscillazioni. Tuttavia, come accaduto in passato con i concerti degli Oasis, l’uso di questa metodologia ha suscitato polemiche. La band britannica, infatti, aveva inizialmente accettato il dynamic pricing, salvo poi fare marcia indietro una volta scoppiato il caso che ha portato a un’inchiesta governativa.