Sul suo sito ufficiale, Henry Rollins ha chiarito la natura della recente sessione in studio che aveva fatto sperare in una nuova collaborazione con Ian MacKaye (Fugazi, Minor Threat). I due, infatti, non hanno registrato nuova musica insieme: si sono limitati a lavorare fianco a fianco al mixaggio di un vecchio demo punk risalente al 1979.
Rollins spiega che il nastro, inciso da una “leggendaria punk band” rimasta anonima, è recentemente entrato in suo possesso. Dopo averlo fatto “cuocere” e digitalizzare da Pete Lyman (Infrasonic Sound, Nashville), ha inviato i file a MacKaye, che si è occupato di trasferirli e caricarli negli Inner Ear Studios di Arlington, Virginia. Da lì, i due hanno lavorato al missaggio: “Non è un progetto collaborativo”, precisa Rollins. “Io non sono sul nastro, Ian non è sul nastro, nessuno di noi due è sul nastro. Ci siamo limitati a curare il mixaggio”.
Il lavoro è proceduto rapidamente, grazie alla qualità delle registrazioni originali — otto tracce su nastro da un pollice, dalle sonorità sorprendentemente pulite — e alle prestazioni della band, che Rollins definisce “fantastiche”. Dopo alcuni ascolti e aggiustamenti minimi, il mix finale è stato inviato a Lyman per il mastering. Ottenuto il permesso da un membro del gruppo originale, Rollins ha poi avviato la preparazione del vinile, un 12″ a quattro brani, che sarà pubblicato da In The Red Records in collaborazione con Larry Hardy.
“Negli ultimi anni io e Larry abbiamo pubblicato brani rari e versioni inedite su 7” e 12””, racconta Rollins. “Abbiamo già un altro titolo in lavorazione allo stabilimento di stampa e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare: è davvero fantastico”.
Due percorsi paralleli
Per Henry Rollins, la sessione rappresenta un nuovo tassello della sua attività di archivista e curatore della memoria punk. Dopo aver lasciato la musica attiva nei primi Duemila – con l’ultimo album, Nice (2001), a firma Rollins Band – l’ex frontman dei Black Flag si è dedicato alla scrittura, agli spoken word e alla pubblicazione di rarità attraverso la sua etichetta 2.13.61. Parallelamente, prosegue con il suo programma radiofonico e con la collana editoriale Stay Fanatic!, diventando una delle voci più autorevoli nella conservazione della cultura hardcore.
Ian MacKaye, invece, continua a gestire Dischord Records, etichetta cardine della scena di Washington D.C., curando ristampe e progetti d’archivio come la Fugazi Live Series, recentemente approdata su Bandcamp. Nel 2025 ha inoltre supervisionato Change In My Head, la rielaborazione del classico New Wind dei 7 Seconds, confermando la sua vocazione alla documentazione e al recupero della storia punk americana.