Dopo giorni di tensione seguiti alle esibizioni alla Royal Albert Hall, la situazione tra gli Who e il loro storico batterista Zak Starkey sembra essersi finalmente ricomposta. A inizio settimana, era stata diffusa la notizia della separazione tra la band e il musicista — quasi trent’anni dietro i tamburi del gruppo — senza una comunicazione ufficiale da parte del gruppo. La conferma era arrivata direttamente da Starkey, che in una nota affidata a Rolling Stone si era detto «sorpreso e addolorato» dalla rottura, aggravata dalle critiche pubbliche di Roger Daltrey durante il concerto del 30 marzo: «Tutto quello che sento sono i tamburi che fanno boom, boom, boom… così non riesco a cantare».
Secondo il Mirror, la separazione sarebbe stata “acrimoniosa”, con fonti interne che parlavano di «problemi con lo standard del drumming». Starkey, figlio di Ringo Starr e cresciuto accanto al leggendario Keith Moon — il suo “zio Keith” — aveva precisato che le sue condizioni fisiche, compromesse a gennaio da un’emergenza medica con coaguli di sangue al polpaccio, erano ormai del tutto superate.
Ma sabato è arrivata la svolta. Pete Townshend è intervenuto su Instagram per smentire tutto: «Notizia flash! Gli Who tornano con Zak! A Zak non è stato chiesto di lasciare gli Who. Ci sono stati alcuni problemi di comunicazione, personali e privati, da entrambe le parti, che dovevano essere affrontati e che abbiamo risolto felicemente».
Nel comunicato ufficiale pubblicato poco dopo sul sito della band, Townshend ha aggiunto ulteriori dettagli: «Roger e io vorremmo che Zak rendesse più essenziale il suo stile di batteria, evolutosi di recente, per adattarlo alla nostra formazione priva di orchestra, e lui ha accettato senza problemi». Il chitarrista ha anche ammesso di aver sottovalutato il proprio recupero dopo un’operazione al ginocchio: «Pensavo che quattro settimane e mezzo fossero sufficienti per tornare sul palco… mi sbagliavo!».
Le parole di Townshend sembrano confermare i malumori emersi durante le serate londinesi, in particolare durante il tentativo (fallito) di eseguire The Song Is Over per la prima volta dal vivo. Daltrey aveva interrotto la canzone dopo una sola strofa, lamentandosi dell’impossibilità di percepire correttamente la tonalità a causa della batteria troppo invadente.
Nel comunicato, Townshend ha anche ammesso che un soundcheck troppo breve potrebbe aver contribuito ai problemi tecnici. «Roger non ha fatto nulla di sbagliato, se non aggiustarsi gli auricolari. Zak ha commesso qualche errore e si è scusato.»
A conferma del ritrovato equilibrio, Starkey ha condiviso il comunicato ufficiale sul proprio profilo Instagram, aggiungendo: «Sono grato di far parte della famiglia Who. Grazie Roger e Pete.»
Townshend ha poi concluso con parole distensive: «Siamo una famiglia. La cosa è esplosa troppo in fretta e ha preso troppo ossigeno. Ora è finita. Andiamo avanti con ottimismo». E ha voluto anche rassicurare i fan di Daltrey in vista dei concerti solisti del cantante: «Il pubblico potrà godersi Roger con il suo favoloso batterista, Scott Devours, che si vociferava potesse sostituire Zak. Prometto che offrirò a Scott da bere e lo abbraccerò».
Intanto, Starkey ha confermato che proseguirà parallelamente anche con i suoi progetti personali, tra cui Mantra Of The Cosmos, il supergruppo con Noel Gallagher, in uscita a maggio con il singolo Domino Bones, e il completamento della sua autobiografia. «Ventinove anni in qualsiasi lavoro sono una gran bella corsa. Ma non è ancora finita.»
Su SA potete recuperare, oltre alla recensione di Who’s Next (pubblicato nel 2023 in una nuova edizione), gli articoli relativi all’ultimo album in studio, all’omonimo The Who, e al classico Quadrophenia. La band tornerà quest’estate in Italia per due date.