Gli Who torneranno quest’estate in Italia ma ad accompagnarli non ci sarà l’ormai storico batterista Zak Starkey, bensì un sostituto ancora da annunciare. Dopo quasi trent’anni dietro i tamburi del gruppo, e nonostante l’assenza di una comunicazione ufficiale da parte della band, è lo stesso Starkey a confermare con un comunicato la rottura, giunta dopo l’ultimo ciclo di concerti alla Royal Albert Hall.
“Filling the shoes of my Godfather, ‘uncle Keith’ has been the biggest honour”, scrive il figlio di Ringo Starr in una nota affidata a Rolling Stone, dichiarandosi “sorpreso e addolorato” dalle critiche mosse alla sua performance del 30 marzo, durante la quale Roger Daltrey si era lamentato pubblicamente dell’eccessiva potenza della batteria: “Tutto quello che sento sono i tamburi che fanno boom, boom, boom… così non riesco a cantare”.
Secondo il Mirror, il clima sarebbe stato tutt’altro che sereno. Alcune fonti parlano infatti di una separazione “acrimoniosa” e di “problemi con lo standard del drumming”. Starkey precisa però che le sue condizioni fisiche – un’emergenza medica con coaguli di sangue al polpaccio destro a gennaio – sono oggi completamente superate: “Non influiscono né sul mio modo di suonare né sulla mia forma fisica”.
Chiusa questa lunga parentesi, il batterista si dedicherà ora al progetto Mantra Of The Cosmos insieme a Noel Gallagher (in uscita a maggio con il singolo Domino Bones) e al completamento della sua autobiografia: “Ventinove anni in qualsiasi lavoro sono una gran bella corsa. Auguro loro ogni bene”.
Intanto, le voci che lo volevano tra i candidati per dietro la batteria nella reunion degli Oasis si sono rivelate infondate: dietro le pelli ci sarà Joey Waronker.
Su SA potete recuperare, oltre alla recensione di Who’s Next (pubblicato nel 2023 in una nuova edizione), gli articoli relativi all’ultimo album in studio, all’omonimo The Who, e al classico Quadrophenia.