Spotify ha annunciato che il fondatore Daniel Ek lascerà a gennaio la carica di CEO per assumere il ruolo di Presidente esecutivo, leggiamo sul Guardian. A guidare l’azienda saranno i due co-presidenti Gustav Söderström (chief product & technology officer) e Alex Norström (chief business officer), che diventeranno co-CEO.
Söderström guiderà l’area prodotto e tecnologia, supervisionando innovazione, sviluppo, design e ingegneria della piattaforma, mentre Norström sarà responsabile delle attività di business, con focus su abbonamenti, pubblicità, contenuti (musica, podcast, audiolibri), marketing, partnership e mercati globali.
La mossa, ha spiegato il colosso svedese in una nota, “formalizza” un assetto già operativo dal 2023, con i due manager di fatto responsabili della direzione strategica e delle attività quotidiane.
Ek, che manterrà un ruolo attivo come rappresentante verso governi e stakeholder, ha dichiarato che continuerà a concentrarsi sulle strategie a lungo termine di Spotify, con attenzione a nuove aree di crescita in Asia e Africa e alle potenzialità dell’intelligenza artificiale.
La salute dell’azienda
Il cambio di leadership arriva mentre la piattaforma mantiene performance solide e prospettive di crescita. Dallo scorso mese il costo dell’abbonamento Premium è passato da 10,99 a 11,99 euro in Italia, Europa, Medio Oriente, Africa, Asia e Pacifico, dopo un analogo rincaro già introdotto negli Stati Uniti. I dati del secondo trimestre 2025 indicano 276 milioni di abbonati Premium (+12% su base annua) e 696 milioni di utenti attivi mensili (+11%), con un flusso di cassa record. Dopo la flessione iniziale dell’11% registrata subito dopo l’annuncio dei risultati, il titolo SPOT ha recuperato gran parte del terreno fino a quota ~698 USD al 1° ottobre 2025, riflettendo la fiducia degli investitori nella solidità della piattaforma e nelle prospettive di crescita.
Proteste etiche e abbandoni di artisti
Sul piano etico e culturale, pesa la decisione di Ek di tornare a investire in Helsing, società tedesca fondata nel 2021 specializzata in sistemi d’arma basati su AI. Il software integra in tempo reale dati provenienti da sensori su veicoli militari – infrarossi, video, sonar, radiofrequenze – per ottimizzare l’efficienza decisionale nei teatri di guerra.
Una scelta che ha spinto artisti come Massive Attack, Deerhoof, King Gizzard and the Lizard Wizard e Xiu Xiu ad abbandonare la piattaforma in segno di protesta. Pur trattandosi di un numero ridotto di musicisti, il gesto ha aperto un dibattito più ampio sul rapporto tra big tech, musica e industria bellica.