Damon Albarn ha alzato il tono delle sue dichiarazioni sulla crisi in Medio Oriente, parlando per la prima volta apertamente di “genocidio” in riferimento alla situazione a Gaza. Intervistato da Channel 4 News, il frontman di Blur e Gorillaz ha posto l’accento sulle vittime, definendo inaccettabile la negazione dell’esistenza del popolo palestinese.
Parliamo di non negare la legittimità della Palestina, di non negare la presenza storica dei palestinesi e di riconoscere il genocidio che lì sta avvenendo. È impossibile da guardare. Fa sentire così orribilmente impotenti… …è semplicemente sbagliato. I palestinesi appartengono a quei territori, non si possono semplicemente cacciare via. Non è accettabile
Damon Albarn
Alla domanda sul perché molti artisti britannici non si siano espressi più chiaramente, Albarn ha risposto: “È complicato… anche ora mi emoziono e non voglio dire la cosa sbagliata. Voglio essere assolutamente chiaro, perché vengo da una famiglia di pacifisti e la mia inclinazione è verso un approccio più pluralista. Ma in questa occasione riconosco che questo è problematico per i palestinesi, e io sto con i palestinesi”.
Con queste nuove dichiarazioni, Albarn sembra rispondere alle critiche ricevute sia da fan vicini alle posizioni del BDS sia da artisti come i Bob Vylan, che lo avevano definito un “musicista fuori dal tempo, anni ’90”, invitandolo a concentrarsi su un “genocidio in diretta streaming davanti a tutti”.
In precedenza Albarn aveva criticato il live dei Bob Vylan a Glastonbury (“uno degli autogol più spettacolari che abbia mai visto”), sottolineando con tono quasi paternalistico che “a volte ci si lascia prendere, l’adrenalina fa brutti scherzi”. Durante la promozione del nuovo progetto del collettivo Africa Express, Bahidorà, aveva inoltre espresso il desiderio di lavorare con musicisti palestinesi e israeliani: “Africa Express potrebbe andare in Palestina,” aveva detto. “Non è politica, è cultura. Vorrei andare anche in Israele per unire le persone”. Posizione che lo poneva in netto contrasto con chi, come il movimento palestinese BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), sostiene che ogni evento culturale organizzato nello Stato di Israele rappresenti una forma di normalizzazione da evitare fino a quando non cambieranno le politiche verso i palestinesi.
Nel frattempo, Albarn è atteso il 17 settembre all’evento unico organizzato da Brian Eno alla Wembley Arena, che vedrà diversi artisti unire le forze per mandare “un messaggio di amore e solidarietà al popolo palestinese”.