Non tutto è bene ciò che finisce bene. Sting ha pagato oltre mezzo milione di sterline ai suoi ex compagni di band nei Police, Stewart Copeland e Andy Summers, dopo essere stato citato in giudizio per il mancato pagamento di alcune royalty. Il versamento arriva al termine di anni di controversie legali tra i tre, con Summers e Copeland che accusano Sting di aver trattenuto proventi della band a loro spettanti.
La disputa sulle “arranger’s fees“
Nel dettaglio, Copeland e Summers sostengono di aver diritto a oltre 1.49 milioni di sterline in arranger’s fees, compensi previsti da accordi secondo i quali l’autore dei brani riconosce il 15% dei proventi editoriali agli altri due membri. Compensi che sarebbero dovuti dal bassista e dalla sua società, la Magnetic Publishing. Secondo i documenti depositati presso il tribunale dell’Alta Corte di Londra nel 2024, invece tali somme non sarebbero ancora state corrisposte e riguarderebbero in particolare le versioni in streaming dei brani dei Police.
Streaming o supporti fisici?
L’avvocato di Sting, Robert Howe KC, ha però sostenuto che l’accordo non si applicherebbe allo streaming, ma esclusivamente ai supporti fisici. Howe ha inoltre sottolineato che Sting avrebbe già pagato più di 595 000 sterline per alcuni “arretrati storici riconosciuti”, tutto dopo l’avvio dell’azione legale a fine 2024, e relativa ai grandi successi della band, tra cui Roxanne.
Al centro della disputa poi ci sarebbero anche termini presenti nei contratti firmati in passato (addirittura risalenti al 1977, anno di formazione della band), come “mechanical income” e “public performance fees“, il cui significato è ora oggetto di interpretazioni diverse. Sempre Howe avrebbe fatto riferimento a un accordo redatto nel 2016, che stabilirebbe che Sting e la sua società editoriale debbano corrispondere compensi solo sui proventi derivanti dalla produzione di dischi. Di contro, il rappresentante legale di Copeland e Summers, Ian Mill KC, ha richiamato accordi che riconoscevano Sting come compositore principale, pur ammettendo che gli altri due membri fornissero comunque contributi fondamentali per i brani, come la linea di chitarra di Andy Summers in Every Breath You Take.
Le tensioni che portarono allo scioglimento
I rapporti tra i membri dei Police sono notoriamente tesi da anni, già durante l’attività del gruppo. Copeland aveva raccontato in passato al The Guardian che le tensioni erano già emerse dopo il terzo album, arrivando durante alcune sessioni di registrazione persino a scontri fisici tra i tre:
Dopo Zenyatta Mondatta c’è stato il primo momento in cui sono emerse le tensioni. Quando siamo arrivati a Montserrat per Ghost in the Machine era un vero inferno. Sono grato ad aver fatto almeno cinque album con loro.
Il percorso della band terminò nel 1984, proprio a causa degli attriti personali e musicali. Seguì una breve reunion nel 2007 per aprire la cerimonia dei Grammy Awards, prima di intraprendere un tour mondiale estremamente redditizio al termine del quale il trio si sciolse definitivamente.
Cosa succede ora
Le udienze preliminari si sono concluse oggi, senza che alcun membro della band fosse presente in aula, mentre il processo vero e proprio partirà in una fase successiva. Nel frattempo, gli avvocati degli ex Police hanno chiesto al tribunale un permesso per presentare nuove e ulteriori argomentazioni, come un’ipotetica rivisitazione dei vecchi accordi sugli streaming, alla luce dei cambiamenti dell’industria musicale. Il valore totale del danno è attualmente non inferiore a £8 milioni e e potrebbe anche salire, qualora venisse accettata la versione modificata del caso.
Su SA, a proposito di tensioni e session discografiche della band, potete ripassare le recensioni di Ghost In The Machine e di Synchronicity.