Nelle stesse ore in cui gli Iron Maiden scrivono una pagina di storia del metal dal vivo in Italia esibendosi a San Siro come prima band heavy metal headliner dello stadio milanese, esce un’intervista del loro frontman a Kerrang! destinata a far discutere. Bruce Dickinson, che a giudicare dalle prove offerte in questo tour per il cinquantesimo anniversario della band continua a sfoggiare una forma vocale impressionante, ha affrontato il tema dell’invecchiamento artistico tracciando una linea molto netta tra chi riesce ancora a sostenere determinati standard e chi invece continua a esibirsi nonostante un evidente declino delle proprie capacità.
Il cantante ha raccontato di aver discusso dell’argomento con un giornalista, schierandosi apertamente contro la prosecuzione dell’attività concertistica quando le prestazioni non sono più all’altezza delle aspettative del pubblico.
«Ci sono un sacco di cantanti la cui voce è andata, e tutti lo sanno», ha affermato. Quando l’intervistatore gli ha fatto notare che si tratta comunque di leggende della musica, la replica del frontman è stata particolarmente netta: «Erano leggende quando cantavano. Quando non riescono più a cantare, non sono più leggende».
Pur senza fare nomi, Dickinson ha spiegato di non riuscire a immaginare se stesso sul palco qualora non fosse più in grado di offrire una performance di qualità. Secondo il cantante, il rispetto per i fan passa anche dalla consapevolezza dei propri limiti e dalla capacità di riconoscere il momento in cui fermarsi.
Dickinson ha infine sottolineato come il declino fisico sia una realtà inevitabile per ogni musicista, ma che il compito di un artista resti quello di offrire ogni sera la migliore prestazione possibile, senza affidarsi esclusivamente al prestigio accumulato nel corso della carriera.