Billy Corgan a Villa Park per Back To The Beginning
Billy Corgan a Villa Park per Back To The Beginning (2025)

Billy Corgan: MTV e la CIA dietro il declino del rock

Il frontman degli Smashing Pumpkins torna a parlare di industria musicale, patti faustiani e il passaggio dal rock al pop e rap negli anni Novanta.

Negli ultimi anni Billy Corgan ha moltiplicato le occasioni di esposizione pubblica: interviste a podcast e testate internazionali, ma anche interventi senza filtri attraverso il suo show personale, The Magnificent Others. Il frontman degli Smashing Pumpkins si racconta senza mediazioni, tra dichiarazioni spiazzanti e retroscena più o meno verificabili. Nel recente passato aveva sostenuto di essere stato contattato da funzionari del governo USA per motivi che non vuole rendere pubblici. Ora rilancia con una teoria più audace: qualcuno – forse anche la CIA – avrebbe orchestrato il ridimensionamento culturale del rock tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, favorendo il passaggio al rap e al pop.

In una puntata del suo podcast, Corgan ha dichiarato che intorno al 1997-98, in piena era MTV, il network avrebbe deciso che il rock era fuori moda, sostituendolo con hip-hop e pop mainstream. Secondo lui, non si trattò di un’evoluzione naturale del gusto, ma di un intervento deliberato ai piani alti.

Una questione di target

Le ricostruzioni storiche, inclusa quella fornita da Rolling Stone USA, mostrano un quadro meno apocalittico. A fine anni Novanta le classifiche video di MTV ospitavano ancora nomi come Korn, Hole, Limp Bizkit e Blink-182. Il pop di Britney Spears e le boy band convivevano con nu metal e pop-punk. Più che una sostituzione, si trattò di un cambio di target verso un pubblico più giovane.

La televisione musicale, dipendente dalla pubblicità e dalla fascia 12-24 anni, ha storicamente seguito i consumi con pragmatismo.

La parabola artistica

Sul piano artistico, il discorso s’intreccia con la parabola della band. Dopo Siamese Dream (1993) e Mellon Collie and the Infinite Sadness (1995), nella seconda metà del decennio gli Smashing Pumpkins tentarono un rinnovamento elettronico (Adore) e poi un ritorno al rock (Machina/The Machines Of God), registrando un successo decrescente che portò allo scioglimento e al licenziamento dalla Virgin Records.

L’industria vista da Corgan

Per il cantante, dal canto suo, quella con il business è una relazione di controllo e compromesso. Alcuni artisti ottengono veri e propri “patti faustiani”, con successo e protezione, mentre altri vengono messi da parte o “spinti fuori dalla nave” se non si conformano alle aspettative. Corgan racconta di conoscere bene il meccanismo, avendolo vissuto in prima persona, e sottolinea come l’industria scelga chi valorizzare e chi sacrificare, spesso a prescindere dal talento.

Dichiarazioni e curiosità

Il frontman non è nuovo a dichiarazioni bizzarre o provocatorie: in passato ha raccontato l’incontro con un mutaforma in un’intervista a Howard Stern, tema poi diventato un piccolo cult tra fan e media; ha inoltre lamentato più volte di essere stato sottovalutato come strumentista e di come la sua band sia stata fraintesa nel corso degli anni.

Oltre a Corgan, il dibattito sul declino del rock negli ultimi venticinque anni ha coinvolto altri protagonisti dei Novanta. Alcuni, come Shirley Manson, hanno denunciato un progressivo appiattimento radiofonico dopo l’11 settembre e la crescita del “mega-capitalist pop”, a scapito delle figure più abrasive degli anni Novanta.

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