Nick Cave Bad Seeds Cure
A sinistra: Nick Cave a La Prima Estate, foto di Fabio Paleari (2026); a destra: Robert Smith, The Cure, alla Kioene Arena di Padova 2022. Foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Al Way Out West l’omaggio dei Bad Seeds ai Cure: “Smithy, sei il migliore”

Warren Ellis ha condiviso gli scatti del set di Robert Smith e compagni

Che tra Nick Cave e i Cure ci sia una stima profonda, radicata nei decenni, non è mistero. Ma fa sempre un certo effetto vedere una delle formazioni più importanti del panorama musicale contemporaneo mescolarsi tra il pubblico per godersi il concerto della band di Robert Smith durante l’ultima edizione del festival Way Out West a Göteborg, in Svezia.

Entrambe le band erano tra i protagonisti assoluti della rassegna svedese nella serata di venerdì 14 agosto. Dopo che Cave e soci hanno infiammato il palco dell’Azalea Stage con un set di due ore, sono infatti passati compatti sotto il Flamingo Stage dove Smith e compagni stavano per dare inizio al concerto che avrebbe chiuso – in grande stile – la serata del Festival.

L’entusiasmo di Ellis

A documentare il momento ci ha pensato il polistrumentista dei Bad Seeds Warren Ellis, che ha pubblicato sui social un carosello di foto e video della band e della crew intente a seguire il live. Ellis ha accompagnato il post con parole di profonda ammirazione (“Smithy you’re the best”), ricordando di aver visto la band per la prima volta nel lontano 1984 e promettendo di continuare a farlo “ancora e ancora e ancora”.

 

Il legame tra Nick Cave e i Cure

L’episodio fa eco a quanto era stato raccontato dallo stesso Nick Cave lo scorso giugno sul suo celebre blog The Red Hand Files. Rispondendo a un fan sugli svantaggi di essere “una vecchia rockstar”, Cave aveva ironizzato su un incontro a Odense con una coppia di anziani fan dei Cure che, vuoi per l’emozione o per la semplice incapacità di utilizzare un telefono, non riuscivano a scattarsi un selfie con lui. “L’unica vera differenza tra me e questi vecchi sdentati che sorridono accanto a me nella foto è che io mi tingo i capelli di nero”. In quel contesto, il cantautore aveva svelato di aver concluso quella stessa giornata di scrittura in hotel ascoltando proprio i dischi dei Cure.

Un rapporto, quello con l’immaginario goth, che si è ammorbidito solo con il passare degli anni. “Oggi provo un bizzarro romanticismo per i goth e per la loro capacità di resistere nel tempo”, aveva detto in un’intervista a NME, ricordando come in gioventù rifiutasse categoricamente quell’etichetta.

Prospettive future dopo il “momento d’oro”

Entrambe le band stanno attraversando un momento d’oro delle rispettive carriere ultradecennali. Mentre i Cure sono reduci dal trionfo dell’album del 2024 Songs of a Lost World (l’album del ritorno dopo 16 anni che è valso loro anche i primi Grammy in carriera), Robert Smith ha già confermato che il capitolo successivo è pronto e che c’è persino un terzo disco, dalle sonorità più pop, in fase di sviluppo.

D’altra parte i Bad Seeds arrivano a Göteborg dopo aver registrato il record storico per il più grande evento a pagamento mai tenutosi a Brighton, dove hanno suonato davanti a 50mila persone (con tanto di ospitata di Kylie Minogue su Where The Wild Roses Grow). Il tour europeo si chiuderà a fine mese a Parigi, e i Bad Seeds guardano già al futuro: Cave ha infatti accennato che starebbe “pasticciando” in studio con la vaga idea di un nuovo album.

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