Album

From Her To Eternity

18 Giugno 1984 rock

From Her to Eternity è il disco che segna l’esordio sulla lunga distanza di Nick Cave and the Bad Seeds, prova che già mette in chiaro la solidità di un progetto destinato a durare nel tempo. A quel punto i Birthday Party non esistono più da un anno e sulla stampa si leggono dichiarazioni a proposito di un possibile ritiro di Nick Cave dalle scene; ma il contributo dato a Burning The Ice (1983) dei Die Haut, testimonia che ha soltanto bisogno di una scintilla per continuare.

La prima persona che coinvolge in un nuovo progetto è Mick Harvey. Le qualità di compositore, polistrumentista e arrangiatore e le doti organizzative di Harvey si erano dimostrate preziose già nei Birthday Party e lo saranno anche per un lungo tratto del cammino dei Bad Seeds.

Cave e Harvey lavorano sui primi brani ai Garden Studios di Londra. Li raggiungono due geniacci del rumore: un o, il connazionale e amico Jim Thirlwell; l’altro, Blixa Bargeld. Non si può dire lo stesso di Foetus, il quale romperà i ponti con Nick dopo avere scritto e avergli fatto ascoltare Sick Man, un brano ispirato dallo stile di vita di Cave, che non la prenderà bene tanto da chiuderla lì. Al posto di Foetus il vate di Wangaratta chiama Barry Adamson, ex Magazine, che già aveva lavorato con i Birthday Party sostituendo Tracy Pew durante le registrazioni di Junkyard, e il chitarrista australiano Hugo Race.

L’intento di Cave è cercare una forma espressiva nuova in grado di tradurre l’intensità emotiva dei Birthday Party in un linguaggio affine alla canzone d’autore. From Her to Eternity (1984) è il manifesto di una transizione artistica i cui segni si avvertono ancora in fieri man mano che si procede nell’ascolto. Se vogliamo trovare un vertice assoluto per un’opera intensa e potente, la scelta cade per forza di cose sul lied punk di From Her To Eternity, arrangiato in maniera strepitosa, incrocio tra il cabaret berlinese e gli incubi metropolitani dei Suicide. Tratto distintivo del disco, musicalmente, è soprattutto la ricerca, la creazione, il primo approfondimento di una forma personale e corale di blues, viscerale e dai ritmi ostinati in Cabin Fever e Saint Huck, altrettanto ossessiva ma nervosamente melodica nei nove minuti finali di A Box for Black Paul. Un blues contemporaneo colto, per cui il Delta del Missisippi e il profondo Sud degli Stati Uniti possono camminare a braccetto con il background punk australiano e l’algida Mitteleuropa.

La sfida è vinta grazie agli arrangiamenti, trionfo della polivalenza di Harvey e Adamson e della sensibilità rumorista di Blixa Bargeld, che nonostante abbia detto più volte di odiare le chitarre per anni ancora caverà sangue dalle sei corde agli ordini di Re Inkiostro – suonandole nella maniera meno convenzionale possibile con toni metallici, percussivi e atonali anche in stile Einstürzende Neubauten, fondamentali quanto l’uso del pianoforte nella dinamica musicale dell’album.

Il brano che dà il titolo al disco inoltre viene eseguito dal vivo nel film del 1987 Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders in una versione poi inclusa nella riedizione in CD dell’album.

[continua la lettura su Dissolvenza incrociata in (inchiostro) nero, l’approfondimento dedicato a Nick Cave & The Bad Seeds]

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Avalanche
  • 2 Cabin Fever!
  • 3 Well of Misery
  • 4 From Her to Eternity
  • 5 Saint Huck
  • 6 Wings Off Flies
  • 7 A Box for Black Paul
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